Telecom: domani il secondo round tra Olimpia e Hopa

Incontro tra gli advisor. Bellaveglia nominato nel cda della holding di tlc. Il nuovo corso di Brescia e il nodo del premio

Marcello Zacché

da Milano

I consulenti di Hopa e quelli dei soci di Olimpia torneranno a vedersi domani. Segno che la trattativa sul rinnovo del patto di sindacato di Olimpia, la holding che controlla il 18% di Telecom Italia, avviata giovedì con il primo contatto tra gli advisor, prosegue.
D’altra parte la scadenza dell’8 febbraio è vicina: entro quel giorno i soci di Olimpia (Pirelli e Benetton) dovranno decidere se liquidare Hopa (che ha il 16%) o lasciare tutto com’è. La finanziaria bresciana ha chiesto di restare, ancorché a condizioni diverse da quelle attuali: Roberto Poli, advisor di Hopa assistito dallo studio Chiomenti (con l’avvocato Michele Carpinelli) punta a presentare a Bruno Ermolli (che assiste il fronte Olimpia con Roberto Cera (legale dello studio Bonelli, Erede, Pappalardo) una «nuova» Hopa, i cui contorni sono stati disegnati proprio ieri dal cda di Brescia.
Un’Hopa dove non c’è più Gnutti e dove comandano le grandi banche (Mps, Antonveneta e Bpi hanno poco meno del 25%). Non a caso proprio ieri il cda di Hopa ha cooptato il nuovo numero uno della ex Lodi Divo Gronchi al posto di Gianpiero Fiorani, nominando il suo nuovo presidente reggente, Stefano Bellaveglia (che è anche vicepresidente di Mps), al posto dello stesso Gnutti nel cda di Olimpia. Mentre arriveranno nel prossimo cda del primo febbraio (il terzo in meno di 20 giorni) le altre cooptazioni (per Antonveneta dovrebbe essere l’ad Montani, per Unipol il nuovo vicepresidente Vanes Galanti, che sta seguendo il dossier da Bologna, per Fingruppo, che prima esprimeva Gnutti, ancora non si sa).
L’impegno di Bellaveglia per prendere le distanze e per difendere fino in fondo l’investimento delle banche non sembra però, per il momento, sufficiente a Olimpia per considerare la nuova Hopa così diversa da quella di Gnutti. E su questo elemento negoziale fa leva Olimpia per sostenere che il maquillage è positivo, ma non certo sufficiente per far cadere le obiezioni a suo tempo sollevate da Pirelli sul socio Hopa. Per questo qualcuno si aspetta che nella prossima riunione Poli possa fare un ulteriore passo avanti, se vuole convincere Olimpia a rimanere socia di Hopa. Magari entrando nel terreno «finanziario», laddove per Hopa, in caso di divorzio, è previsto un premio di 208 milioni. Di certo si capirà, con il secondo incontro di domani, se ci sono gli spazi per una trattativa (e forse anche quelli del rinvio richiesto da Hopa sulla scadenza dell’8 febbraio) oppure no.