Telecom e Vodafone concorrenti dispettosi

Non c’è un settore di largo consumo più concorrenziale di quello delle tlc. Sempre pronti a superarsi, a volte anche in curva, i gestori hanno ingaggiato tra loro un braccio di ferro senza confini. Attenti alle offerte, alle tariffe, ai servizi e ad aggiudicarsi in esclusiva gli ultimi ritrovati di smartphone e tablet, Telecom, Vodafone, Wind e «3» si contendono un mercato in crescita per volumi, ma con prezzi in calo. E i loro bilanci ne sono la cartina di tornasole: far crescere i ricavi, e quindi i margini di profitto, è diventato un problema. Telecom nel 2010 ci è riuscita, i ricavi sono cresciuti del 2,5%. Ma solo grazie all’apporto dato da Brasile e Argentina. In Italia è molto più difficile, tanto che i ricavi di Vodafone nel nostro paese sono scesi dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Eppure gli utenti non sono pochi. Entrambi i gestori hanno circa 30 milioni di clienti per la telefonia mobile. E poi ci sono i 20 milioni di Wind e i quasi 10 di «3». Nel caso di questi ultimi due operatori però le performance sono migliori: i ricavi di Wind sono cresciuti del 3% rispetto all’anno precedente perchè grazie a tariffe molto competitive è riuscito a «rosicchiare» clienti ai concorrenti. Anche per «3» ci sono segnali positivi soprattutto grazie ai molti abbonamenti venduti per l’iPad di Apple a cui il gestore offre connettività a un prezzo davvero competitivo: 5 euro al mese per 1gb di traffico.
In totale le sim attive per la telefonia mobile sono 90 milioni, più della popolazione italiana neonati e immigrati irregolari compresi. Ma dato che il numero ormai fatica a crescere, la concorrenza è sempre più aggressiva. Così i gestori sono costretti anche a farsi dispetti e sgambetti di varia natura pur di centrare l’obiettivo. I più attenti sono quelli con il maggior numero di clienti, ossia Telecom e Vodafone. Tra loro la sfida non è solo sul mobile ma anche sul fisso. E sulla banda larga, meglio se ultraveloce ossia le reti di nuova generazione.
Su questo fronte, per esempio, quando si è trattato di stringere un accordo con la Provincia di Trento per la rete ultraveloce, Telecom e Vodafone hanno fatto a gara per firmare l’intesa nei tempi più stretti. E per comunicarlo al pubblico sperando vicendevolmente di «bruciare» l’avversario. Idem per il collegamento wi-fi sui Treni Frecciarossa, ambìto e ricco spazio di svago e lavoro da cercare di occupare presto e bene, dove da mesi si assiste alla rincorsa tra Vodafone e Tim, e tra Tim e Vodafone, per chi è più «wi-fi» dell’altro. E quando Telecom ha presentato il Cube, ossia l’apparato multimediale per vedere la tv e i film a richiesta, Vodafone ha cercato subito di minimizzare, facendo sapere di disporre di un servizio simile già da prima.
Nella telefonia mobile la gara per avere più del concorrente è senza quartiere. Se Vodafone ha avuto in esclusiva il Galaxi Pad di Samsung, Telecom si è precipitata sul Motorola Xoom, primo tablet con sistema operativo Android 3.0. Per non parlare del lancio dell’iPhone di Apple dove i gestori si sono affannati presso la casa di Cupertino per far approvare nei tempi più brevi le loro tariffe di connessione.
Quanto all’assegnazione di premi e riconoscimenti per servizi di qualità a livello di call center e assistenza ogni gestore è sempre lestissimo a mostrare le sue medaglie: appena appare un award, nel giro di pochi minuti ne salta fuori un altro di pari se non maggior valore. Così ad ogni lancio di nuovi prodotti o servizi, non mancano le sottolineature, da parte dei concorrenti, per affermare che lo stesso è già presente da mesi e mesi nel proprio portafoglio.
Peccato che invece, sul fronte delle tariffe, in particolare tra Telecom e Vodafone, le differenze non siano certo abissali. Anzi, soprattutto negli anni scorsi, non sono mancate alcune critiche per sottolineare che i due maggiori gestori, pur detestandosi cordialmente, sulle tariffe erano molto pronti a fare «cartello». Come dire: va bene la concorrenza. Ma fino a un certo punto.