Telecom, grandi soci verso la ricapitalizzazione

I soci Telco non hanno nessuna intenzione di lanciare l’Opa sulle azioni con diritto di voto della controllata brasiliana di Telecom Tim Partecipacoes, come richiesto dalla Consob di quel Paese, e stanno studiando l’opportunità di presentare ricorso per non sborsare 300 milioni. Domani i soci della holding che controlla con il 24,5% Telecom Italia (ossia Telefonica, Intesa SanPaolo, Mediobanca, Generali e Sintonia) si riuniranno per un consiglio di amministrazione già previsto e approfitteranno dell’occasione per discutere anche di questa ultima «tegola» caduta sull’ormai onerosissimo investimento in Telecom Italia. Per gli azionisti della holding infatti la minusvalenza sulle azioni ammonta a circa 5 miliardi e quindi dovranno prendere presto una decisione sull’eventuale svalutazione della quota in carico. Inoltre meno di un mese e mezzo fa Telefonica, Intesa SanPaolo, Mediobanca e Generali hanno già dato a Telco il permesso di prendere dalle loro tasche fino a 300 milioni per far fronte ad eventuali turbolenze del titolo in Borsa.
La fetta di competenza della famiglia Benetton (azionista con l'8,4%), che non ha partecipato al prestito soci, è stata proporzionalmente ripartita tra gli altri tre grandi azionisti italiani. Telco domani dovrà anche decidere di rinegoziare con Mediobanca e Intesa un prestito ponte da 1,1 miliardi. Buona parte della somma deriva dagli accordi presi quando nel maggio 2007 furono rilevate le quote di Pirelli in Olimpia. Allora venne prevista una ricapitalizzazione da 900 milioni riservata all'ingresso di nuovi soci, che poi è rimasta in sospeso per mancanza di volontari disposti a pagare un simile premio di controllo. Inoltre appare difficile che Telecom riesca a pagare anche quest’anno 1,6 miliardi di cedole. A meno che entro il 27 febbraio (quando si deciderà sulla cedola) non riesca a vendere asset per 600 milioni, la società nel 2008 non potrà pagare più di un miliardo di dividendi (5 centesimi per le ordinarie). E dunque Telco perderebbe in parte il suo unico introito, ossia le cedole che provengono dalle azioni Telecom. Per mantenere l’equilibrio finanziario della società potrebbe dunque essere necessaria anche una ricapitalizzazione a cui il gruppo Benetton difficilmente darebbe il suo assenso. E quindi il peso di Generali, Intesa e Mediobanca nella holding di controllo di Telecom sarà destinato a salire.