Telecom, Guido Rossi si è dimesso: sfiduciato da Tronchetti Provera

Il presidente di Telecom Italia ha rassegnato le dimissioni dalle
cariche di presidente e consigliere di amministrazione. Lo comunica la società con una
nota. Le dimissioni hanno &quot;effetto immediato&quot;. La sua avventura <strong><a href="/a.pic1?ID=169426">è durata meno di sette mesi</a></strong><br />

Milano - Il presidente di Telecom Italia Guido Rossi si è dimesso dalle cariche di presidente e consigliere di amministrazione. Lo comunica la società con una nota. Le dimissioni hanno "effetto immediato". Dopo essere stato "sfiduciato", anzi "eliminato" - come ha detto lui stesso in un'intervista - da Marco Tronchetti Provera, il presidente di Telecom Italia definisce l'attuale situazione della compagnia telefonica "il momento più drammatico dell'economia italiana", aggiungendo che l'Italia gli sembra "la Chicago degli anni '20" per la "grave mancanza di regole". Il professore, dunque, non si presenterà neanche all'assemblea del 16 aprile, non facendo parte della lista dei candidati al nuovo Cda presentata nei giorni scorsi da Olimpia.

Mediobanca e Generali, alleate di Tronchetti nel patto parasociale che dallo scorso ottobre unisce la compagnia di Trieste e piazzetta Cuccia a Olimpia, sono in attesa di essere convocate dal presidente del patto di Pirelli, lo stesso Marco Tronchetti Provera, per un'urgente riunione. Per statuto, però, il presidente ha tempo fino al 20 aprile, ovvero anche dopo l'assemblea di Telecom, per fissare la riunione del patto: e per ora, dalla sede di Pirelli in via Negri non è ancora partita nessuna lettera di convocazione. Silenzio anche nelle vicine sedi di Telecom e di Mediobanca: dopo giorni di incontri e via-vai, oggi in piazza Affari e nella vicina piazzetta Cuccia non si sono visti movimenti di auto e persone. Intanto, come già il mese scorso quando, affiancata da Banca Leonardo, aveva proposto un consorzio di banche per sottoscrivere il pacchetto di Pirelli in Olimpia, Intesa Sanpaolo, per bocca dello stesso amministratore delegato Corrado Passera, ha ribadito la volontà di lavorare con le altre istituzioni finanziarie alla ricerca di una soluzione condivisa per garantire la stabilità dell'azionariato di Telecom Italia.

E, nonostante il clima semifestivo, non mancano neanche oggi i commenti dei politici: "Dov'era Guido Rossi in tutti questi anni?", si chiede ad esempio il presidente della commissione Attività produttive della Camera Daniele Capezzone, osservando che "l'intervista di oggi di Guido Rossi appare sconcertante. Come può ergersi a pubblico ministero del capitalismo italiano degli ultimi lustri? La verità è che Marco Tronchetti, con tutte le critiche che gli si possono rivolgere per il passato, sta ora compiendo una serissima e valida operazione di mercato con AT&T". L'ex ministro delle comunicazioni del governo Berlusconi, Maurizio Gasparri, auspica che "il governo stia alla larga dalla Telecom. Prodi con Ciampi nel '96 ha svenduto l'azienda - ha aggiunto l'esponente di An - D'Alema e compagni, Consorte compreso, hanno trafficato causando danni negli anni successivi. Poi è arrivato Rovati con le sue minacce. Ora hanno appoggiato Rossi, il cui nome è legato a dolorosi disastri finanziari. Sarebbe bello che Telecom restasse italiana, ma servono offerte economiche vere, non chiacchiere e minacce".

Proclamato lo stato d'agitazione in tutto il gruppo Telecom da parte delle segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Scopo dell'iniziativa, che porterà alla convocazione di un'assemblea nazionale dei quadri e dei delegati per i primi giorni dopo la pausa pasquale, è mobilitare i lavoratori italiani in vista di un'eventuale cessione del gruppo a operatori stranieri.