Telecom interessa anche ai francesi

Si inasprisce la battaglia per il controllo della compagnia telefonica del nostro
Paese. Dopo l'interesse già manifestato da Telefonica, adesso, contro la cordata
Tex-Mex, si appresta a scendere in campo France Telecom

Milano - La voglia di Telecom Italia dilaga anche in Europa e all'orizzonte si profila un inasprimento della battaglia per il controllo della compagnia telefonica del nostro Paese. Dopo l'interesse già manifestato da Telefonica, adesso, contro la cordata Tex-Mex, si appresta a scendere in campo France Telecom. Resta in fase di stallo ma non si è interrotta la trattativa tra Intesa Sanpaolo, AT&T e America Movil per trovare un accordo sul riassetto di Olimpia. Si continua a discutere ma sul tavolo, oltre alle garanzie sul possesso della rete richieste «tassativamente» dai Tex-Mex, adesso ci sono anche le condizioni poste da Corrado Passera: un prezzo del titolo Telecom che si aggiri intorno ai 2,7 euro, ben lontano dai 2,82 euro che diventano 2,92 con il dividendo, offerto dalla cordata americana; valorizzazione del ruolo del partner italiano nella governance.

Questo lo scenario, rispetto al quale, per dirla con le parole del Presidente Giovanni Bazoli «non credo ci siano novita». Le novità invece sono in agguato fuori dai confini del Paese. Come Telefonica, anche France Telecom non ci sta a restare fuori dalla partita per il controllo di Telecom Italia. Prendono sempre più corpo le voci secondo le quali la compagnia telefonica transalpina si sarebbe affidata a una banca d'affari per mettere a punta una proposta industriale che punti al controllo di Olimpia.

Da Parigi, ovviamente, nessuna conferma ufficiale, ma neanche una smentita. Si limitano cortesemente a far notare che «come d'abitudine France telecom non commenta le voci di mercato». Si tratta dunque solo di attendere. Intanto sul fronte politico il Governo esclude provvedimenti urgenti e assicura che la questione della rete Telecom sarà affrontata con un «emendamento specifico» a un disegno di legge tra quelli già all'esame del Parlamento. Lo ha affermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, parlando con i giornalisti al termine del Consiglio dei Ministri. «È previsto un inserimento di un emendamento specifico, ma non ci sarà un decreto», ha spiegato Chiti escludendo che il governo vari «un provvedimento di urgenza».

Ancora da decidere, secondo il ministro, in quale disegno di legge verrà inserito il provvedimento sulla rete telefonica e i tempi di presentazione. «Valuteremo sulla base dei provvedimenti che sono all'esame del Parlamento e anche in base alla tempistica dei lavori parlamentari».