Telecom, Intesa nel cda E a Telco arriva l’ok dall’autorità tedesca

Ieri le dimissioni di Gobbi (Pirelli) per fare posto a Micciché nel consiglio Dal Tar via libera alla tivù di «Alice»

da Milano

Telecom Italia si avvicina al suo futuro: da ieri il passaggio del gruppo da Olimpia (Pirelli) a Telco (la holding costituita da Generali, Intesa, Mediobanca, Telefonica e Benetton) è più vicino. Il segnale è arrivato dalle dimissioni, dal cda di Telecom, di Luciano Gobbi, uno dei tre membri di nomina Pirelli destinati per primi a fare spazio alla nuova proprietà già prima del closing effettivo dell’operazione. Ma anche dal via libera - non particolarmente in bilico, ma pur sempre indicativo - dell’Authority tedesca.
Le dimissioni di Gobbi possono essere viste come un segnale diretto a Telco, e in particolare a Gaetano Micciché, responsabile della divisione Corporate di Intesa Sanpaolo, che nel prossimo cda della società di tlc, quello del 24 luglio per l’approvazione della semestrale, dovrebbe essere cooptato al posto di Gobbi.
Un avvicendamento frutto di un gentlemen’s agreement tra Pirelli e Intesa per consentire alla banca milanese di avere anch’essa un suo rappresentante nel cda, dal momento che sia Mediobanca (con Renato Pagliaro) sia Generali (Aldo Micucci) sia Benetton (Gilberto Benetton e Gianni Mion) già siedono nel board in virtù della partecipazione detenuta in Telecom da prima dell’operazione Telco.
Il via a questo primo rimpasto è probabilmente avvenuto anche sulla scorta dell’ottimismo che, da qualche giorno, circola in casa Pirelli e Telco sulla possibilità di un closing entro luglio. Per avere tutti i tasselli mancano gli ok delle autorità Antitrust che stanno esaminando le sovrapposizioni con Telefonica.
Non solo in Brasile, dove Telefonica e Tim Brasil prefigurano una posizione dominante. Ma anche in altri mercati. Tra cui, nella vecchia Europa, uno dei più complessi appariva sulla carta quello tedesco, dove Telefonica ha 12 milioni di clienti sul fisso, mentre Telecom, con Hansanet e Aol, è uno dei protagonisti della banda larga. Ebbene, l’ok delle autorità regolamentari tedesche è da ieri pronto, e rappresenta in ogni caso un altro passo avanti verso il closing dell’operazione che porterà 3,3 miliardi di euro nelle casse della Pirelli.
Ma ieri c’era soddisfazione anche in casa Telecom: il gruppo potrà continuare a vendere l’offerta adsl «Alice 20 mega» (quella che innalza la velocità di trasmissione permettendo la connessione con la tv di Alice, Iptv). Lo ha stabilito il Tar del Lazio, che ha respinto le richieste, avanzate da Wind e Aiip (associazione italiana internet providers), di sospendere, in attesa dell’udienza di merito, la delibera con cui l’Agcom aveva autorizzato la commercializzazione dell’offerta.