Telecom: Intesa-Sanpaolo in «pressing»

da Milano

La sistemazione del pacchetto di riferimento del capitale di Telecom, detenuto da Olimpia, avanza, ma i tempi si allungano. Né si pensa che questo weekend sia decisivo. Anche se i protagonisti sono e resteranno in contatto oggi e domani.
Le banche interessate a rilevare da Pirelli l’80% di Olimpia lavorano ora a una convergenza verso un’unica cordata. In pratica si tratta delle due anime che hanno ispirato i progetti in campo: Intesa-Sanpaolo e Mediobanca. Intorno al primo nucleo, più avanzato, e a cui lavorano l’ad di Intesa Corrado Passera e Gerardo Braggiotti, potrebbe unirsi la Deutsche Bank guidata in Italia da Vincenzo De Bustis. Mentre alcune Fondazioni come Cariverona, Cariplo e Crt, sarebbero alla finestra, in attesa di conoscere ulteriori dettagli. Con Mediobanca, per la quale a occuparsi della partita c’è il condirettore generale Renato Pagliaro, ci sono invece Generali e Capitalia.
Il nucelo Intesa, da quel che si capisce, punta a chiudere presto l’operazione, anche tutta per cassa (arrivando a 2,7 euro per azione Telecom, per un totale di 3 miliardi). Uno schema che permette di liquidare Tronchetti e presentare una lista per il cda entro la scadenza del 4 aprile, indicando il nuovo presidente, che potrebbe essere Franco Bernabè. Il marchio dell’operazione sarebbe tutto prodiano, mentre la «tecnicalità» verrebbe messa a punto successivamente: a comprare a pronti sarebbe una newco di Intesa, il cui assetto azionario verrebbe stabilito poi. Mediobanca, invece, preferirebbe una quadratura più precisa fin da subito, senza fretta.
Ma al di là delle differenze, vista la scarsità oggettiva di risorse, la soluzione della convergenza sembra quella più probabile. A condizione però di trovare un accordo anche sugli eventuali pesi nella futura governance: difficile, infatti, che Mediobanca & C. accettino di convergere entrando, per esempio, nella newco: lo sbilanciamento a favore di Intesa sarebbe fin troppo evidente. In questo senso Mediobanca e Generali possono giocare una carta in più: quella del 5% di Telecom già in portafoglio e legato da un patto di consultazione con Olimpia.
L’operazione, inoltre, dovrà prevedere anche la scelta del socio industriale: quello naturale è Benetton, già azionista al 20% di Olimpia. A cui potrebbe essere affiancata una cordata di imprenditori disposti a rischiare, senza essere coinvolti nella gestione. In proposito sembrerebbe essere stato contattato Roberto Colaninno, capace di catalizzare anche altre forze. Peccato però che la compatibilità con i Benetton sembrerebbe, in questo caso, esclusa in partenza.
L’assetto della cordata passerà infine per l’assetto del debito. Il rischio sollevato da molti candidati a entrare nella partita è quello che il debito necessario per far partire la newco, pronta a pagare i 3 miliardi a Pirelli, finisca successivamente trasferito in tutto o in parte a Olimpia, attraverso una fusione. Un’ipotesi che, visti i precedenti, fa rabbrividire molti.