Telecom Italia sotto pressione in Borsa

Goldman Sachs starebbe per rivedere al ribasso le stime del settore

Luca Pace

da Milano

Le tlc europee tremano in Borsa. Ieri è toccato a Telecom Italia che ha lasciato sul terreno il 3,3% a 2,37 euro sulle voci di un allarme profitti in arrivo. La smentita della società non ha convinto Piazza Affari e Telecom Italia anche quest’anno si conferma peggiore titolo dello S&P (-1,6%), nel 2005 aveva perso il 18,3%. Non se la passano meglio le colleghe europee, peggiore comparto nel 2005 (-1,8%) sono fra i titoli più venduti in questo inizio del 2006.
Giovedì scorso era stata France Télécom a rivedere al ribasso le stime di fatturato. Il colosso francese ha annunciato una crescita delle vendite nel 2005 più vicina al 2-3% rispetto al 3% già rivisto dall’obiettivo di inizio anno del 3-5%. Una debolezza, ha annunciato la società, che si trascinerà anche nel 2006 a causa «dell’accelerazione dei cambiamenti tecnologici, la pressione competitiva e lo scenario regolamentare che portano a confermare il rallentamento della crescita già constatata nel terzo trimestre 2005».
L’annuncio di France Telecom è costato al titolo un calo in Borsa dell’8% che ha trascinato al ribasso tutto il settore. La reazione delle banche d’affari è stata immediata. Morgan Stanley ha tagliato la raccomandazione sul titolo a «equal-weight» da «overweight».
Crédit Suisse First Boston lo ha fatto ieri tagliando le stime di utile per azione Deutsche Telekom del 5% nel 2006. Mentre Goldman Sachs ha rivisto il proprio giudizio su France Télécom a «in-line» da «outperform».
Sarebbe proprio la banca americana dietro il giallo di ieri in Borsa su Telecom Italia. Secondo fonti molto vicine alla società, Goldman Sachs starebbe per rivedere al ribasso le stime di diversi operatori del settore prima fra tutti di Vodafone che in Italia avrebbe perso clienti a causa di una competizione che cresce.
«Se così fosse, è implicito anche un taglio delle previsioni di Tim che per far fronte alla campagna commerciale vedrà i propri margini calare – spiega un analista che aggiunge – sarebbe il segno che nel settore stia per scoppiare una guerra sui prezzi che non farà bene a nessuno».
Dal quartier generale di Telecom Italia si limitano a confermare gli obiettivi del piano triennale che prevede per il gruppo ricavi in crescita tra il 2005 e il 2007 del 4-6% l’anno e un Ebitda che migliora del 6-8 per cento.
Le stime degli analisti però sono tutte inferiori e prevedono una crescita annua dei ricavi del 2,9% e dell’Ebitda del 3,5%. Mentre al prossimo incontro con la comunità finanziaria in agenda a metà marzo ci si aspetta che Telecom riduca le stime del piano triennale.
«I motivi sono semplici, gli stessi di France Télécom - spiega l’analista - l’aumento della concorrenza e i forti cambiamenti tecnologici sono scenari che coinvolgono tutti gli operatori europei e si ripercuotono sui margini». Le aziende cercano di transitare il traffico voce su Internet mentre sul mobile la concorrenza di 3, Wind e Vodafone si sta surriscaldando. Infine sul fisso, Tele2 ha appena lanciato un’offerta senza canone e Fastweb ha lanciato la prima campagna commerciale a livello nazionale, dopo aver strappato come testimonial Valentino Rossi alla banda larga di Telecom Italia.