Telecom: l’ipotesi «divisioni»

Oggi il primo cda di Rossi: tramonta la vendita della rete cellulare

da Milano

Telecom andrà avanti sulla strada della separazione tra fisso e mobile. Ma gli strumenti potrebbero essere meno drastici di quelli immaginati a fine estate: non più una «societarizzazione» dei due asset in questione (l’ultimo miglio della rete fissa e la rete mobile di Tim), ma qualcosa di più soft come la creazione di apposite divisioni.
Oggi, nel suo primo consiglio d’amministrazione quaranta giorni dopo il suo arrivo alla presidenza di Telecom Italia, Guido Rossi aggiornerà i 20 consiglieri della società sul piano di riassetto del gruppo. L’ultima puntata risale all’11 settembre scorso, quando Marco Tronchetti Provera annunciò il piano di societarizzazione della Rete e di Tim. Ne seguì un pandemonio con tanto di dimissioni dello stesso Tronchetti. Ora Rossi deve dire la sua al consiglio e, secondo fonti finanziarie, il progetto verrebbe confermato. Nessuna sconfessione, ma una calibratura leggeremente diversa che però, in sostanza, allontana l’ipotesi di una cessione di Tim.
La creazione di divisioni, con la necessaria separazione anche delle funzioni più delicate quali quelle commerciali, infatti, dovrebbe garantire a Rossi e a Telecom lo stesso risultato a cui mirava il piano Tronchetti: quello di aumentare la necessaria flessibilità nell’integrazione delle piattaforme fisse e mobili, e nello stesso tempo rispondere alle pressioni regolamentari nella maniera più opportuna. Non è un caso che, all’indomani della sua nomina in Telecom, Rossi si sia fatto carico prima di tutto di sondare le autorità di controllo (Antitrust e Agcom), per capire esattamente in quale perimetro operativo si potesse muovere il gruppo.
Al cda di stamattina a Milano, Rossi dovrebbe anche parlare di «operazioni finanziarie» che potrebbero però limitarsi alla formalizzazione del trust per Brasil Telecom. Sembra invece escluso che possa essere valutata una revisione del dividendo (rispetto a 0,14 euro per azione distribuito quest’anno). Anche se secondo fonti di mercato Rossi sarebbe orientato a non cambiare la politica della distrubuzione degli utili per il 2006. In ogni caso di conti si parlerà più diffusamente nel cda del 7 novembre, convocato per approvare la terza trimestrale.
Intanto in Borsa il titolo Telecom ha ieri perso ulteriore terreno e ha terminato in calo dell’1,13% a 2,26 euro. Negativa anche Pirelli (-0,87% a 0,68%).