Telecom, l'offerta americana Ma sinistra e governo frenano

&quot;Partita ancora aperta&quot;: il governo tenta di bloccare la vendita della compagnia, rispolverando l'interesse nazionale. Visco: non si può far ricorso alla &quot;golden share&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=168230">L'offerta americana</a></strong>. Sircana: &quot;Le decisioni dei cda sono sacre&quot;

Milano - “Mi pare che la partita sia ancora aperta”. Il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, commenta così i nuovi sviluppi della vicenda Telecom. Interpellato a margine di un convegno, Visco ha aggiunto: “Non mi pare che da parte degli italiani ci sia grande interesse. Il problema non è che il governo debba interferire nei meccanismi di mercato. Il governo indica un obiettivo di interesse generale, cioè che il sistema industriale e finanziario italiano sappia reagire a questa sfida”. Paolo Gentiloni inquadra così la partita intorno a Telecom. “Sarà poi il nostro sistema – prosegue il ministro delle Comunicazioni - a trovare le risorse per reagire e, mi auguro, per evitare che Telecom Italia finisca fuori del nostro sistema”. Il ministro per l'Innovazione, Luigi Nicolais, ribadisce che “un'azienda come Telecom, che è un'azienda critica per il paese, è giusto che abbia un forte controllo italiano”. Il portavoce del governo, Silvio Sircana, tenta di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, ostentando l'apparente "non ingerenza" di palazzo Chigi sull'intera vicenda: "Le decisioni dei cda sono sacre e si rispettano".

Bertinotti: "Se governo non può intervenire si lede la sovranità" Quando sono in gioco "le grandi scelte strategiche di sviluppo del Paese", come nella vicenda che riguarda Telecom, "Parlamento e governo devono poter compiere una scelta di indirizzo". Lo ha detto Fausto Bertinotti, parlando con i cronisti a Montecitorio del caso dell'offerta su Telecom. Per il presidente della Camera, se governo e Parlamento non possono esprimersi "siamo in presenza di lesione della sovranità".  

Berlusconi: "Non ho commenti da fare" Silvio Berlusconi non vuole commentare gli ultimi sviluppi della vicenda Pirelli/Telecom, dopo le offerte presentate dall'Usa AT&T e dalla messicana America Movil. "Non ho commenti da fare", si è infatti limitato a dire a margine dell'assemblea del partito dei pensionati a Milano.

Fini: "Non deve spaventare l'ingresso di capitali stranieri" "Non mi spaventa l'ipotesi che Telecom venga acquistata da capitali stranieri. È il mercato". Lo ha detto il presidente di An, Gianfranco Fini, aggiungendo: "La cosa che colpisce è che il governo è del tutto incapace di prendere atto di una situazione che per certi aspetti lo stesso governo ha contribuito a determinare. Con le dichiarazioni di alcuni ministri - ha concluso Fini - si ha la riprova del fatto che abbiamo un esecutivo attento all' azione delle grandi industrie soltanto se pensa di avere un vantaggio".

Bonino fuori dal coro: la politica resti fuori Il ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino, è in controtendenza rispetto ai suoi colleghi di governo. "Non sempre la proprietà e il capitale italiano hanno garantito, in molti settori, eccellenza di servizio e garanzie per i cittadini", ha detto la Bonino a chi le chiedeva se fosse preoccupata per la possibilità che due asset dei trasporti e delle telecomunicazioni passino di mano.

Damiano: "Una vicenda preoccupante" Il ministro del Lavoro Damiano ha ricordato che "per quanto riguarda Telecom, ma anche Alitalia, grandi aziende che sono strategiche e che hanno in primo luogo un impatto sotto il profilo industriale, la preoccupazione di un ministro del Lavoro è una sola: quali saranno cioè i riflessi sull'occupazione che noi vogliamo tutelare". Per tutelare l'occupazione secondo il ministro "ci deve essere un piano industriale che guardi ai prodotti delle imprese e alle risorse umane".

Rizzo: "A pagare saranno lavoratori e utenti" “Quello che accade è il frutto amaro delle privatizzazioni. In Italia sono spariti tutti i gioielli di famiglia. Se non vi sarà una rapida e brusca inversione di tendenza, a pagare saranno sempre i lavoratori e gli utenti”. È il commento di Marco Rizzo europarlamantare dei Comunisti italiani.

Diliberto: "Il governo scoraggi la vendita" "Un altro pezzo dell'industria delle comunicazioni rischia di scomparire dal Paese, finendo addirittura in mani americane. Sarebbe una grave perdita per l'Italia e un serio rischio per le migliaia di lavoratori del gruppo". Lo sostiene il segreterio del Pdci, Oliviero Diliberto. "Il governo -aggiunge Diliberto,deve intervenire per scoraggiare la vendita di Telecom a gruppi stranieri".

Uil: "Preoccupati per futuro dell'azienda" “La vendita di Telecom – afferma il sindacato - a noi non piace e siamo preoccupati per il futuro dell'azienda e, soprattutto, dei lavoratori, però troviamo stucchevole il grido ‘non passa lo straniero’ perché‚ stavolta sul Piave bisogna mettere i soldi”.

Urso: "Il governo fa l’apprendista stregone" “Sul caso Telecom il governo sta facendo la figura degli apprendisti stregoni, prima l'affaire Rovati, poi l'appello alla consorteria bancaria, ora il coro dei dirigisti da operetta che ripropone il peggio dell'ideologia interventista”. È quanto sottolinea in una nota Adolfo Urso, dell'Esecutivo di Alleanza Nazionale.

Landolfi: "Proposte di altissimo livello industriale" "Ci troviamo in presenza di proposte industriali avanzate da partner industriali di altissimo livello e profilo, per di più già apprezzate dal mercato come dimostra l'andamento del titolo Telecom in borsa. Se esistono eventuali imprenditori italiani in grado di mettere in campo proposte altrettanto serie e consistenti battano un colpo e lo facciano subito": lo afferma Mario Landolfi (An), presidente della Commissione di Vigilanza Rai.

Capezzone: "Deriva statalista del governo" “Sono anch'io preoccupato, ma non per le trattative avviate da olimpia (evento assolutamente fisiologico e da rispettare), bensì per la deriva dirigista e interventista della politica e del governo, sulla vicenda Telecom”. Così Daniele Capezzone, presidente della commissione attività produttive della camera. “Dico alla politica, al governo, ai ministri che sono intervenuti a tamburo battente: giù le mani dal mercato”.

Cgil: Telecom rischia fase di stallo "Telecom rischia una ulteriore fase di stallo e di incertezza con pericoli di spacchettamento, del resto già anticipati in relazione a Telecom Italia Media. Continuiamo a ritenere una debolezza l'attenzione che tutti i soggetti interessati, a partire dalle banche, continuano a rivolgere esclusivamente all'acquisizione di Olimpia e non al resto della platea azionaria".

Di Pietro: "Il governo ha il dovere di intervenire" Il Governo "ha il dovere di intervenire - ha osservato il ministro dell'Italia dei valori - ogni volta che speculazioni o operazioni finanziarie comportano la messa in pericolo della funzionalità del sistema Paese. Perché - ha aggiunto - non avere acqua, non avere rete telefonica, non avere servizi essenziali come il sistema autostradale, comporterebbe che il nostro Paese finisca di esistere".