Telecom, maxi truffa da 50 milioni di euro

Polizia e guardia di finanza hanno
scoperto una maxi truffa ai danni della società Telecom Italia
per un valore superiore ai 50 milioni di euro. Sono stati arrestati
pluripregiudicati esponenti di un’associazione a delinquere
riconducibile al clan camorristico napoletano Contini

Roma - Polizia e guardia di finanza hanno scoperto una maxi truffa ai danni della società Telecom Italia per un valore superiore ai 50 milioni di euro e hanno arrestato pluripregiudicati esponenti di un’associazione a delinquere riconducibile al clan camorristico napoletano Contini.

La maxi truffa Da dicembre 2006, con un programma in grado di decodificare le password dei computer del centro direzionale di Napoli, alcuni appartenenti alla ditta di pulizie Quaserpul, che detiene l’appalto e quindi ha accesso ai locali, sono riusciti a introdursi abusivamente nel centro e ad estrarre dai pc e memorizzare su dispositivi portatili i codici di accesso ai pc del call center, da cui si possono disporre le ricariche per i cellulari. Ogni giorno, secondo gli inquirenti, diverse schede Sim prepagate venivano ricaricate per centinaia di euro (da 500 a 100 euro). Complessivamente sono state ricaricate con questo sistema circa 35mila schede, molte di queste intestate a cittadini extracomunitari o a persone inesistenti.

Il software incriminato Grazie ad apposite strumentazioni capaci di scaricare i bonus telefonici, il credito veniva poi deviato verso numeri ad alta tariffazione, appartenenti a società riconducibili al clan camorristico, e quindi riscosso in denaro. L’inchiesta, denominata «Sim e Napule», è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha disposto diversi sequestri effettuati all’alba dalle polizie di Firenze, Gubbio, Mantova, Milano, Rimini, Moncalieri, Viterbo e Palermo. Perquisite in tutta Italia circa 120 società, soprattutto gestori di numeri telefonici a pagamento 899/892, sui quali cui è stato dirottato il traffico telefonico. Cinque gli arresti, sei i fermi e 29 le denunce a piede libero. Coinvolte nell’inchiesta anche 45 aziende che operano nel settore delle comunicazioni. Circa 70 conti correnti sono stati bloccati, mentre sono state individuate 10 società attive all’estero.

L'operazione della polizia A Firenze, in particolare, a seguito di intercettazioni telefoniche e riprese video, iniziate a luglio 2007, polizia e fiamme gialle del nucleo frodi telematiche di Roma sono riusciti a registrare i soggetti coinvolti mentre si introducevano nei pc e ricaricavano abusivamente le schede prepagate. Il blitz di questa mattina li ha colti sul fatto. Le accuse vanno a vario titolo dall’associazione a delinquere, alla frode informatica e ricettazione. Blitz anche a Napoli, presso il centro direzionale Telecom. Gli affiliati al clan camorristico Contini, egemone nella zona Mercato del capoluogo partenopeo, erano in grado di recuperare le schede Sim, consegnarle in forma di lista con tutti i numeri telefonici su un foglio di carta ad altri complici per fare accreditare i bonus di ricarica della società telefonica Tim.

Schede gratis Le liste venivano consegnate ad altri soggetti che, negli uffici Telecom di Napoli, dopo essersi introdotti nei sistemi informatici riuscivano a ricaricare gratis le schede. Nei singoli computer del call center veniva inserita una chiave Usb con un programma "software di decodifica password", in grado di intercettare numero di identificazione e username degli addetti Telecom. A procurare i sistemi informatici capaci di "sniffare" password e username, e le chiavette Usb erano degli altri complici. La lista veniva successivamente riconsegnata e, dal sito internet della Tim, con la funzione I.Box, si poteva verificare singolarmente lo stato di ricarica delle carte prepagate. A quel punto la truffa era compiuta: le schede ricaricate erano inserite in dispositivi capaci di scaricare il credito su numeri telefonici con prefisso 899, gestite da altri complici, che potevano così monetizzare i crediti.