Telecom, meno utili più licenziamenti E i sindacati insorgono

DELOCALIZZARE Un fornitore vorrebbe spostare i call center in Romania e Tunisia

Utili in flessione e poche opportunità di crescita all’orizzonte. Telecom Italia è ormai da tempo in mezzo al guado schiacciata da tariffe telefoniche in calo in un mercato maturo come l’Italia e da una scarsa presenza internazionale. E quindi per rilanciare i margini la società guidata da Franco Bernabè cerca di fare quello che all’estero le compagnie di tlc fanno da sempre: licenziare. «Il problema - ha spiegato Alessandro Genovesi segretario nazionale Cgil per le tlc - è che oltre ai già 5mila tagli che abbiamo concordato l’anno scorso Telecom vuole mandare a casa altri 4.500 lavoratori». Ma non solo.
Secondo il sindacato infatti Telecom ha deciso di cambiare mansioni ad altri 700 lavoratori che verrebbero spostati dagli uffici amministrativi ai call center o alla rete e di voler mandare in sede diversa rispetto a quella dove attualmente lavorano altri 700. «In tutto dunque - prosegue Genovesi - sarebbero circa 6mila tagli, dato che è difficile che un lavoratore possa accettare di spostarsi di 200 o 300 chilometri o più». La società invece dichiara che gli esuberi sono quelli previsti dal piano e dunque, oltre ai 5mila, altri 4.350. Su cui i sindacati, secondo Telecom, hanno deciso di non trattare. In difesa di Bernabè ci sono gli importanti licenziamenti effettuati da tutte le società di tlc del mondo: solo British Telecom nello scorso aprile ne ha annunciati 10mila. Ma i sindacati, che ormai sono sul piede di guerra tanto che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha convocato le parti mercoledì prossimo per cercare di trovare una soluzione, sono perplessi. E vorrebbero anche capire se quella voce che da più giorni si rincorre nei corridoi dei call center sia vera. «Abbiamo saputo - aggiunge Genovesi - che Telecom vorrebbe delocalizzare i call center in Romania e Tunisia dove già sono presenti altre società del settore come Vodafone e H3G. Peccato che proprio in questi giorni sono stati annunciati 470 esuberi proprio nei call center per mancanza di traffico». Secondo la società di tlc sarebbe un fornitore a volersi spostare all’estero, dove il costo operatore è di 8-9 euro all’ora contro i 16-18 dell’Italia.
«Telecom - conclude Genovesi - potrebbe ritrovarsi con le attività paralizzate per gli scioperi per un anno per un risparmio che noi stimiamo modesto per una società di quelle dimensioni: circa 300 milioni all’anno».