Telecom: «No a imposizioni per la separazione della rete»

Per il presidente Pistorio l’operazione va negoziata

da Milano

«Non ci può essere alcuna imposizione per la separazione della rete di accesso di Telecom Italia». Il presidente Pasquale Pistorio difende la sua società da chi, come il presidente dell’Authority per le tlc, Corrado Calabrò, o il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, vorrebbe non solo imprimere un’accelerazione ma anche imporre tramite l’apposita legge (Bersani) la separazione della rete di accesso del gigante ex-monopolista con lo scopo di favorire lo sviluppo della concorrenza. «In Italia le tariffe telefoniche sono in calo costante - ha detto Pistorio - la concorrenza esiste e, quindi, siamo convinti che non ci siano le condizioni di eccezionalità che possono permettere l’imposizione della separazione funzionale della rete».
Proprio per questo, inoltre, secondo Pistorio, l’operazione non potrà avvenire entro l’anno. «Bisogna discutere - ha aggiunto - e trovare un accordo sulle modalità come avvenuto in Inghilterra dove la separazione della rete è stata fatta con il pieno assenso di British Telecom. Con l’imposizione si creano incertezze normative che non facilitano gli investimenti e si va contro l’interesse del Paese». Il presidente ha ricordato che «ci sono già 2,8 milioni di linee in unbundling, cioè gestite dai concorrenti e questo numero è secondo solo alla Germania, ma superiore a quelle presenti in Francia.
E, dunque, se Telecom cerca un accordo e delle contropartite prima di realizzare la separazione della rete (che resterà, comunque, come del resto in Inghilterra, di proprietà dell’ex-monopolista) i concorrenti gridano allo scandalo. Soprattutto Vodafone che ha recentemente acquistato il gestore fisso Tele 2 e vuole lanciare rapidamente un servizio fisso-mobile. «La separazione funzionale della rete Telecom è una delle misure pro-concorrenziali urgenti e necessarie nelle circostanze eccezionali del mercato italiano delle tlc - ha spiegato l’amministratore delegato di Vodafone, Pietro Guindani - Telecom detiene infatti quote superiori al 90% del mercato del fisso e superiori al 60% per la larga banda. Non si capisce, quindi, come un ex monopolista possa chiedere misure compensative quale contropartita rispetto all’apertura a una maggiore concorrenza. Inoltre, la separazione funzionale della rete dovrà ricomprendere anche la next generation network per prevenire la costituzione di un nuovo monopolio».
Quanto al prossimo passaggio di proprietà della società che porterà tra l’altro a un possibile cambio dei vertici societari, il presidente Pistorio ha spiegato che il management sta lavorando serenamente nell’interesse del gruppo.
«Siamo tutti abbastanza maturi per riuscire a mantenere comunque un atteggiamento professionale - ha spiegato - e questo è dimostrato dai buoni risultati trimestrali».