Telecom, nuove voci dal Brasile: la fusione con Telefonica si chiuderà già entro fine mese

Chiusura in buon rialzo in Borsa per Telecom, il titolo migliore del listino principale. Il gruppo telefonico ha archiviato la seduta con un +3,05% (a New York il titolo è salito del 7%) in scia alle indiscrezioni del quotidiano brasiliano O Globo, secondo il quale le nozze con Telefonica si potrebbero realizzare per fine mese o agli inizi di marzo dopo la diffusione dei risultati 2009. La scadenza indicata dal giornale del Paese sudamericano non trova conferme ma, come è successo una settimana fa, l’ipotesi di un via libera del governo alla fusione, basta per rimettere in moto le scommesse in Borsa. In realtà secondo fonti finanziarie non ci sarebbe nessuna accelerazione. L’operazione, se si farà, dovrà attendere, sul fronte politico, l’esito delle elezioni amministrative (28 marzo) e, su quello societario, la partita per il rinnovo del vertice delle Generali (l’assemblea è il 24 aprile) nella quale saranno impegnati gli azionisti italiani di Telco (Mediobanca, il Leone, Intesa Sanpaolo). La fusione con gli spagnoli «è un problema che dev’essere affrontato tenendo presente che l’Italia è un Paese democratico, con libera iniziativa economica, dove ogni impresa ha la libertà di muoversi», osserva il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. «Il governo deve vigilare sulla correttezza dei comportamenti - ha aggiunto - inoltre bisogna aspettare di capire se ci sarà una proposta di nuova politica industriale e di investimenti da parte di Telecom. In particolare nella rete a banda larga». Ma ieri è stata notata anche la visita di Francesco Caio, consulente del governo per lo sviluppo della banda larga, presso la sede di Intesa SanPaolo, uno degli azionisti di Telco. Pare però che Caio si sia recato presso Intesa in qualità di consulente di Nomura. Per il momento comunque di conferme sulla possibile operazione non ce ne sono. Per Massimo Varrazzani, l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti che dovrebbe essere tra i protagonisti dello scorporo della rete Telecom prima dell’eventuale passaggio delle attività commerciali a Telefonica, si tratta di voci prive di fondamento. «Tutto inventato - ha detto - le decisioni si prendono in cda». I sindacati comunque sono già in allarme. Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani chiede un incontro sul futuro del gruppo perché, spiega, «non è partita che riguarda solo alcuni ma è un grande problema nazionale». Per il 15 febbraio intanto i sindacati hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori Telecom per l’intero turno «a tutela dei livelli occupazionali e del perimetro aziendale del servizio 119 (ex Tim)».