Telecom, il piano non convince il mercato

In vendita le quote in Capitalia e Mediobanca Nel mirino il 100% di Telecom Argentina

da Milano

Se ieri, per Telecom, era il giorno del giudizio (del mercato), allora il presidente Guido Rossi non deve essere molto contento: il piano industriale 2007-2009 che Rossi ha fortemente voluto («un piano serio», lo ha definito, nella sua presentazione, tutta in inglese) e che è stato approvato dal cda dopo una lunga discussione, è stato accolto dalla Borsa con un calo dell’1,3% del titolo, a 2,13 euro. Non molto sopra i minimi dell’anno di questi giorni. Un giudizio più articolato e definitivo arriverà, come sempre in questi casi, la prossima settimana. Ma l’impressione è che per la risalita bisognerà aspettare ancora. Anche perché risaltano, nel piano, le indicazioni prudenziali. I ricavi, cresciuti nel 2006 del 4,5%, per i prossimi tre anni rallenteranno fermandosi a più 1%, massimo più 2%. Il margine operativo lordo (più 2,7% nel 2006) calerà, quest’anno, tra 2 e 2,5 punti percentuali. Per poi rimanere a crescita zero fino al 2009. Il debito calerà verso quota 33,5 miliardi. Gli investimenti, tutto compreso, sono quantificati in 15 miliardi. Verrà inoltre fatta cassa per un miliardo cedendo partecipazioni non strategiche, quali l’1,7% in Mediobanca, lo 0,4% in Capitalia e altre tra cui l’immobile della sede di Milano. In positivo c’è il rafforzamento delle attività in Sudamerica, con 2 miliardi in canna per acquisire il controllo di Telecom Argentina. In negativo, tra l’altro, ci sono le incognite sulle novità regolamentari in fieri. Solo lo scatto alla risposta, che Bersani vorrebbe eliminare, «vale per il mercato 5 miliardi, e per noi 2 - ha detto l’amministratore delegato Riccardo Ruggiero -; questo sarebbe l’impatto, ma è un calcolo assolutamente teorico, perché non pensiamo che possa essere abolito». Ruggiero ha anche stimato in 350-400 milioni l’impatto per Telecom del decreto Bersani (abolizione del costo di ricarica).
Il bello potrebbe arrivare sul fronte delle strategie. «Non ci sono esclusive - ha detto Rossi - ma colloqui in corso non solo con Telefonica, ma anche con France Télécom e Deutsche Telekom». Inoltre «il presidente Alierta - ha aggiunto - mi ha assicurato che i colloqui saranno ripresi fra un paio di settimane». E questa è la maggiore apertura registrata rispetto all’azionista Pirelli, che sull’intesa con Telefonica puntava molto.
C’è poi la questione del dividendo: il pay-out calerà dall’attuale 90 verso l’80-85% dal 2008. Il che non dovrebbe creare problemi a Olimpia (il cui fabbisogno per oneri finanziari sarà nell’ordine dei 125 milioni, ampiamente coperto dalla cedola ridotta), ma forse non è gradito molto nemmeno agli altri soci.