Telecom, Piazza Affari approva i tagli di Bernabè

da Milano

Telecom in netto rialzo a Piazza Affari dopo l’annuncio del riassetto organizzativo che prevede il taglio, entro il 2010, di 5mila posti di lavoro in Italia, a fronte di una riduzione dei costi a regime per 300 milioni di euro all’anno. Il titolo dell’ex-monopolista è salito di oltre il 4% a 1,45 euro. Ma, nonostante alcuni miglioramenti del giudizio sul titolo come quello di Dresdner Kleinwort che l’ha portato a «buy» (comprare) da «hold» (tenere in portafoglio) con un target price a 1,65 euro (da 1,45 euro) e commenti positivi da parte dell’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera «Telecom sta facendo tutto ciò che serve per il suo rilancio», non tutti gli analisti giudicano il rialzo frutto del piano proposto dall’amministratore delegato Franco Bernabè.
«Su Telecom pesa anche l’effetto positivo dell’Opa ostile di France Telecom sulla scandinava TeliaSonera - ha spiegato Giulio Baresani Varini direttore investimenti di banca Mb -: questa operazione ha ricordato a tutti che prima o poi Telefonica farà un’offerta per Telecom. La quale giocherà al rialzo proprio come sta facendo il consiglio di amministrazione di Telia che ha respinto la proposta dei francesi». Nel caso in questione il cda ha rifiutato 30 miliardi di euro promettendo di essere disposto a vagliare nuove proposte che France Telecom ha già promesso di voler fare tra 15 giorni. «Non credo - ha aggiunto Baresani - che l’improvvisa aggressività di Bernabè abbia dato una scossa decisiva al mercato. Si tratta comunque di una mossa di resistenza non di rilancio. Insomma nessuna acquisizione in vista da parte di Telecom, anche perché non ha i mezzi per farlo a causa del suo altissimo debito. Inoltre mandare via la gente costa e non è detto che, con i sindacati che ci sono in Italia, la società riesca nel suo intento».
Secondo indiscrezioni, Franco Bernabè invece avrebbe già iniziato una trattativa con i sindacati che già conoscono alcune delle aeree dove saranno individuati i 5mila lavoratori in esubero: 1.100 dalla rete (Open access e network), 900 dal commerciale, 500 dal supporto alle direzioni generali e regionali il resto un po’ da tutta l’azienda. «Noi però prima di dire sì, vorremmo vedere un serio piano industriale - ha spiegato Giorgio Serao segretario Uil - con possibilità di sviluppo per la società anche fuori dall’Italia e investimenti adeguati nella rete di nuova generazione». I sindacati respingono ovviamente i licenziamenti ma sanno che le uscite previste saranno quasi tutte concordate con i dipendenti, con un esborso per l’azienda di circa 250 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 100 milioni già previsti quest’anno (oltre 50mila euro a lavoratore).
«In questo modo anche Telecom, come ha fatto la Fiat, farà ricorso agli ammortizzatori sociali - continua Serao - utilizzando i prepensionamenti, ma garantendo al dipendente, fino all’età della pensione, il 100% dello stipendio».
Ieri intanto il Tar del Lazio ha confermato l’aggiudicazione a Telecom della gara per i servizi di telefonia per la pubblica amministrazione, respingendo così il ricorso di Vodafone.