Telecom prova la riscossa in Borsa Al governo arriva il piano per la rete L’ottima accoglienza del mercato per il prestito da 1,5 miliardi spinge le azioni (+5%). Tre le ipotesi sul futuro dell’infrastruttura

Telecom sale in Borsa dopo un report favorevole di Bank of America che suggerisce di acquistare il titolo e gli attribuisce un target price di 1,05 euro. Ieri le azioni della società guidata da Franco Bernabè sono salite del 5,77% a 0,86 euro forse anche per il successo del collocamento dell’ultimo bond, un’emissione strutturata in due tranche, a quattro e a sette anni. Il «book» si è aperto e chiuso ieri mattina nel giro di mezz’ora, hanno riferito fonti bancarie, con una raccolta pari a quasi 6 miliardi a fronte di un importo programmato per soli 1,5 miliardi.
La grande richiesta per i nuovi titoli obbligazionari ha inevitabilmente compresso il costo dell'operazione. Visti i valori di mercato il titolo a 4 anni riconosce comunque un rendimento del 6,875% e quello a 7 anni dell’8,250%. I collocatori, Bnp Paribas e Deutsche Bank (affiancati da Bbva, Mediobanca e Société Générale) sono stati colti di sorpresa dal forte riscontro di mercato all’operazione accentuata dal fatto che l’emissione è il primo bond di un emittente italiano collocato esclusivamente al di fuori del Paese di origine. Per quanto riguarda la distribuzione, il titolo a 4 anni (prezzo di emissione 99,5) è stato piazzato per il 24% in Francia, il 32% in Germania e il 14% in Gran Bretagna. Per il bond a 7 anni (emesso a 9,7) la richiesta maggiore è arrivata dalla Germania (27%) ed è stato sottoscritto al 52% dai fondi, dal 20% da istituti di credito e per l’11% dalle assicurazioni. Il gruppo guidato da Franco Bernabé, che come rating vanta Bbb da S&P e Fitch e Baa2 da Moody's, da ha già emesso obbligazioni per 2,6 miliardi. Quanto al report di Bank of America gli analisti scrivono che le valutazioni di Borsa sono davvero a buon mercato ed aggiungono che «il recente miglioramento dei trend dei ricavi, sommato con l’avvio del programma di taglio costi dovrebbero interrompere la spirale ribassista degli utili».
Intanto sul fronte della presentazione del piano per la rete a banda larga, elaborato dal consulente Francesco Caio, che da ieri è nelle mani del sottosegretario alle tlc Paolo Romani e in quelle del ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola, continuano le indiscrezioni. Ci sarebbero comunque tre opzioni. Con la prima viene proposta la creazione di una azienda di rete che permetterebbe la copertura di cento città arrivando nel 50% delle case grazie ad un piano nazionale. Qui viene inclusa la possibilità di scorporare la rete fissa di Telecom. La seconda proposta si basa invece su una rete in fibra di nuova generazione che permetta la copertura del 25% delle case e che potrebbe essere realizzata tramite una società partecipata da tutti gli operatori e anche da F2i e Cassa Depositi e prestiti. La terza soluzione, infine, prevede un investimento pubblico limitato e la copertura di solo 10-15 città. Nascerebbero dunque delle reti locali ad alta velocità in fibra ottica in partnership con privati interessati allo sviluppo delle stesse. Ora il piano verrà illustrato al governo.