Telecom, prove di dialogo tra Bernabè e Fossati

nostro inviato a Barcellona

Incontro dai toni amichevoli a Barcellona in occasione del 3Gsm, la principale fiera del settore delle telecomunicazioni mobili, tra l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, e Marco Fossati che con la sua Findim è uno dei principali azionisti della società. Certo il tema più caldo, oltre alle dismissioni del gestore a banda larga tedesco Hansenet (Morgan Stanley sarà l’advisor), della rete internazionale Sparkle e di Bbnet (Royal Bank of Scotland), in attesa del cda del 27 febbraio è quello del dividendo che qualcuno vede azzerato in favore degli investimenti ma che invece, visti anche i sorrisi tra Fossati e Bernabè, potrebbe essere distribuito come ipotizzato anche da alcuni analisti.
Ieri Telecom ha nuovamente sofferto in Borsa (meno 2%) a causa dell’annuncio dato proprio da uno dei soci di maggioranza, ossia Telefonica, che prevede un taglio alle tariffe per preservare la sua base clienti. In Spagna, infatti, a causa della crisi stanno salendo le vendite di due marchi a basso prezzo che fanno capo all’olandese Kpn e qualche analista teme che lo stesso possa accadere anche in Italia. Piu fiducioso l’ad Bernabè: «Abbiamo visto negli ultimi mesi del 2008 che gli utenti sono più attenti a spendere anche sul fronte delle telefonate. In compenso il traffico dati mobile è salito nell’ultimo anno del 207%. Per questo dobbiamo investire per rendere le reti più efficienti. E dunque chiediamo alle Authority meno regole per sostenere la crescita della telefonia mobile». Quanto alla rete per Bernabè il problema della separazione non sussiste. «Abbiamo creato in accordo con l’Authority la divisione Open Acces e nel cda del 27 nomineremo il board».
Intanto al 3Gsm nonostante le fosche previsioni di vendite di cellulari, in calo dell’11% a livello mondiale, i principali produttori di telefonini (Nokia, Samsung, Lg, Sony Ericsson, Motorola) hanno presentato diverse novità puntando soprattutto sui servizi e sulla nuova gamma di cellulari «verdi» fatti cioè di materiali riciclati e con batterie solari per risparmiare energia e rendere la telefonia mobile accessibile anche a chi non ha una rete elettrica a disposizione. Nel settore la crisi comincia a farsi sentire e, come accaduto per l’auto, anche sul fronte della telefonia cellulare si assisterà a un consolidamento. «Non c’e dubbio - ha spiegato Amedeo D’Angelo, vice presidente Samsung Italia - che chi non riuscirà a investire in ricerca e sviluppo è destinato a sparire».
Ma più che sul fronte prodotti le novità sono arrivate dai servizi, con Microsoft che ha presentato il suo «negozio» online per far concorrenza all’Itune store di Apple. E anche Nokia, il maggior produttore di telefonini al mondo seriamente colpita dalla crisi, sta ripensando il suo modello di business intorno ai nuovi servizi presentando il suo store in rete Ovi, che dovrebbe partire a maggio. Secondo Nokia, nel 2012 ben 300 milioni di clienti dovrebbero essere attratti da questi nuovi servizi.