Telecom punta 2 miliardi sull’Argentina

nostro inviato a Buenos Aires

Telecom Italia ha fatto segnare ieri un rialzo di circa l’1,52% dopo l’intesa raggiunta in Argentina con la famiglia Werthein e il via libera dell’Antitrust del Paese per la conquista della quota di controllo del primo operatore fisso locale, Telecom Argentina.
Nella serata di mercoledì si è svolto l’ultimo atto ufficiale direttamente alla Casa Rosada dove la presidente Cristina Kirchner, arrivata in elicottero all’ultimo minuto, ha consegnato all’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, il protocollo d’intesa con i paletti Antitrust che devono essere rispettati per rendere valido l’accordo.
La presenza di Telefonica, che in Argentina è il secondo operatore, nella holding di controllo di Telecom Italia, Telco, aveva di fatto bloccato la trattativa con la famiglia Werthein che doveva cedere, per via dei patti societari, la loro quota di Sofora, la finanziaria che controlla Telecom Argentina, alla società italiana.
Con l’accordo raggiunto, invece, la potente e gioviale famiglia argentina di origine ucraina ha ceduto la quota di controllo continuando, però, a detenere il 42 per cento di Sofora.
«Resteremo azionisti di Telecom Argentina - ha spiegato il sorridentissimo Adrian Werthein, un signore robusto con folta chioma bianca - la nostra famiglia è in Argentina da 104 anni ed è presente in vari settori: banche, agricoltura e assicurazioni con gli italiani di Generali». E davanti ai ministri dell’Economia e delle Pianificazioni argentini, e ai rappresentanti dell’Antitrust, Bernabè ha promesso di investimenti.
«Siamo pronti a investire 10mila milioni di pesetas (2 miliardi di euro) - ha detto l’amministratore delegato in una affollata conferenza stampa all’interno della Casa Rosada - credo che questo sia un accordo importante non solo per Telecom ma per l’Italia tutta». Per l’ad, però, non ci sono stati festeggiamenti per la ritrovata pace con i soci Werthein, che nella società avranno un ruolo di controllo sul fronte del rispetto dei patti Antitrust. Bernabè, infatti, è corso all’aeroporto dove un jet privato l’ha riportato subito in Italia. Il top manager ha tuttavia già detto che, nonostante non siano previste altre acquisizioni in Sudamerica per mancanza di cassa, ci sarà molto da lavorare per riorganizzare le attività in Brasile e Argentina.
Sul fronte dei conti gli analisti di Barclays hanno commentato che l’accordo non ha una particolare incidenza, confermando il target price per il titolo a 1,4 euro. L’agenzia Standard & Poor’s ha confermato rating e outlook di Telecom (BBB, stabile) continuando, però, a calcolare bassa la possibilità di riduzione del debito.
L’accordo permette comunque a Telecom di consolidare i risultati del quarto trimestre 2010 di Sofora/Telecom Argentina, società senza debito e con buon flusso di cassa, fatto questo che permetterà un miglioramento dei parametri di debito sul margine lordo.