Telecom raddoppia l’utile grazie all’Argentina

Il gruppo consolida la controllata sudamericana e spinge i profitti a 3,1 miliardi, dividendo a 5,8 centesimi Cala il debito che resta oltre i 30 miliardi contro i 27,5 di fatturato. Buy back sulle risparmio fino a 800 milioni<br />

È durata poco più di tre ore ieri a Milano la riunione del consiglio di amministrazione di Telecom Italia, che ha approvato i risultati del 2010 e l’aggiornamento del piano industriale del gruppo. Il consiglio è terminato alle 13,30 ma la nota che accompagna i conti che è uscita dopo le otto di sera. Oggi l’ad Franco Bernabè, il cui mandato scade ad aprile, risponderà alle 15 alle domande degli analisti. Ieri però ha già espresso la sua soddisfazione per i risultati raggiunti. «La maggiore competitività sul mercato domestico e l’accresciuta presenza in America Latina, ulteriormente consolidata da un incremento del 2,1% in Telecom Argentina, ci fanno guardare al futuro con serenità - ha detto Bernabè -; il 2010 è stato un anno di grande trasformazione. Telecom è cresciuta in Sud America ribilanciando così le attività del gruppo rispetto al mercato domestico. Nel contempo abbiamo anche migliorato considerevolmente la struttura patrimoniale e realizzato un rilevante recupero di competitività».
In effetti, proprio grazie all’America latina, la società ha raddoppiato l’utile che è stato pari a 3,1 miliardi (+97,4%). Il consistente aumento è stato possibile grazie all’impatto positivo connesso all’acquisizione del controllo di Telecom Argentina e al beneficio di imposte differite attive in Brasile. Anche escludendo queste e le altre partite non ricorrenti, l’utile netto risulta superiore del 18,4% (+405 milioni) rispetto al 2009. In leggero aumento anche i ricavi a 27,5 miliardi, con un incremento del 2,5% rispetto a 26,8 miliardi del 2009 (+677 milioni) grazie al consolidamento, nell’ultimo trimestre, dell’ Argentina (798 milioni) e per l’effetto del cambio tra il real e la moneta europea. In termini di variazione organica i ricavi consolidati si sono però ridotti del 3,8% (-1 miliardo).
Bene anche il debito, pur sempre alto, pari a 31,4 miliardi, che ha però fatto registrare una diminuzione di 2,4 miliardi rispetto al 31 dicembre 2009 quando era a 33,9 miliardi. La flessione può corposa del debito si è avuta nel quarto trimestre con una diminuzione di 1,5 miliardi grazie alle operazioni di cessione di partecipazioni (Etecsa a Cuba) e finanziarie hanno consentito di ottenere tale miglioramento neutralizzando anche gli esborsi derivanti dal pagamento di imposte per 1,4 miliardi, dalla distribuzione dei dividendi per 1,1 miliardi, nonché dal pagamento all’Agenzia delle Entrate per complessivi 418 milioni per la vicenda Sparkle. Nel votare a favore dell’approvazione della relazione finanziaria, il consigliere Luigi Zingales, ha espresso voto contrario al processo della valutazione delle attività, «in quanto avrebbe preferito che la società cogliesse l’occasione per effettuare una svalutazione del goodwill (valore di avviamento)», a bilancio per circa 43 miliardi di euro. Il cda ha anche deciso un piano di buy back sulle azioni di risparmio fino a 800 milioni da sottoporre all’assemblea del 12 aprile.
Quanto al dividendo è aumentato di 160 milioni. Alle azioni ordinarie saranno dati 5,8 centesimi e 6,9 cent a quelle di risparmio. La società ha anche detto che renderà pubblica la relazione Deloitte sulle cause e le eventuali responsabilità che hanno portato ad alcuni degli scandali nati sotto la gestione Pirelli come appunto il caso Sparkle.