Telecom rinvia l’ok al bilancio. Bernabè: «L’azienda è al sicuro»

La bufera giudiziaria sulle vicende di riciclaggio e frode fiscale che ha investito Telecom Italia Sparkle ha sconvolto i piani della società guidata da Franco Bernabè. Se l’ex ad dell’Eni non è stato toccato dall’inchiesta giudiziaria, perché nel 2007 in azienda non c’era ancora, Telecom ha dovuto spostare l’approvazione del bilancio 2009 e l’atteso incontro con la comunità finanziaria previsto per oggi. La magistratura ha sequestrato 300 milioni alla controllata Sparkle e ha messo dunque Telecom nell’impossibilità di consolidare il bilancio. Il cda previsto ieri si è però regolarmente tenuto. E sulla vicenda Sparkle non ci sono stati dubbi: il consiglio «ha immediatamente deciso di assicurare la più ampia collaborazione all’autorità giudiziaria per la ricostruzione della vicenda, di attivare consulenze tecnico-legali per l’analisi dell’ordinanza». Quanto a Bernabè, si è dichiarato fiducioso. «Ci sono indagini in corso ma la posizione della nostra azienda è chiara. Anche perché tutti i vertici dell’azienda sono stati cambiati e i sistemi di controllo nell’ultimo biennio rafforzati». Quanto al futuro, l’ad non si sbilancia: «È troppo presto per dare valutazioni sugli eventuali rischi connessi con le vicende giudiziarie». Telecom non lo dice chiaramente ma, qualora se ne riscontrassero gli estremi, il gruppo potrebbe anche avviare azioni di responsabilità, come richiesto anche dall’associazione piccoli azionisti Asati, verso i manager di alto livello che erano alla guida della società negli anni della vicenda finita nel mirino dei giudici. Oltretutto, dalle 1.600 pagine dell’inchiesta si evince che i dipendenti di Sparkle erano convinti, già nel 2006, che il fatturato fosse taroccato. Insomma i premi per gli eventuali risultati raggiunti facevano gola ai manager e non c’è dubbio che le società messe sotto accusa dai magistrati producevano un traffico, sia pur fittizio, che in quattro anni ha fruttato un fatturato di 1,5 miliardi.
Ieri intanto Telecom ha reso noto il bilancio preliminare per il 2009 con risultati, come previsto, in calo. I ricavi sono stati pari a 27,188 miliardi di euro, in flessione del 5,6% rispetto al 2008. Il trend - si legge in una nota della società - riflette la strategia di riposizionamento del gruppo che prevede una progressiva riduzione della vendita di terminali (ricavi -22,1%) a favore di una maggiore focalizzazione sui servizi i cui ricavi sono diminuiti del 4,2%. L’ebitda, ossia il margine lordo, è però sostanzialmente in linea con il 2008 (-0,4%). Un risultato raggiunto anche grazie all’efficacia del programma di riduzione dei costi e degli investimenti industriali che ha portato ad efficienze per circa 900 milioni nel solo mercato domestico. Del resto l’ad Franco Bernabè, che è impegnato in un programma di restyling dei punti vendita della telefonia mobile per cercare di guadagnare nuovi clienti, punta molto sulla riduzione dei costi partendo soprattutto da quelli del personale. La società ha spostato il cda per i conti al 25 marzo e l’assemblea al 29. Mentre il dividendo (il cui ammontare non è ancora stato deciso) sarà pagato il 27 maggio. Intanto ieri la controllata Ti Media ha approvato i conti con una perdita di 72,5 milioni di euro in miglioramento dal rosso di 93,9 milioni di fine 2008. Il piano industriale al 2012 include un aumento di capitale da 240 milioni di euro e il raggruppamento delle azioni 1 per 10. Inoltre il vice presidente esecutivo Giovanni Stella è stato nominato ad dopo le dimissioni di Mauro Nanni. In Borsa il titolo Telecom ha sofferto (-3%) nonostante la buona performance delle attività brasiliane registrata il giorno precedente.