«Telecom, scorporo della rete entro l’anno»

Primi risultati della portabilità del numero: 12 milioni di utenti hanno cambiato gestore mobile

da Milano

«Telecom Italia resta l’operatore dominante nella telefonia fissa e dunque la separazione della rete va fatta, entro l’anno, mentre il duopolio televisivo Rai-Mediaset è sempre più tallonato da nuovi entranti come Sky». Questo il fulcro della relazione annuale al Parlamento del presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò. Tra i dati positivi l’Agcom ricorda anche il notevole calo dei prezzi nel settore delle tlc: si parla di 2 miliardi di risparmi per le famiglie nel 2007. Mentre la banda larga segna il passo come pure gli investimenti necessari per le reti di nuova generazione «dove è necessario - ha spiegato Calabrò - prefigurare remunerazioni per gli investimenti di tutti gli operatori».
La separazione della rete. Secondo Calabrò Telecom resta l’operatore dominante in tutti i mercati della rete fissa. Il rimedio più efficace su questo fronte è quello della separazione funzionale della rete, «che è nell’interesse di tutti gli operatori e della stessa Telecom». Su questo fronte l’amministratore delegato di Telecom Riccardo Ruggiero si è di recente dichiarato «disponibile», anche se «è un processo che richiede i suoi tempi».
Rallenta la banda larga. Dopo anni di crescita la banda larga comincia a segnare il passo con una diffusione (14,5%) inferiore a quella dell’Ue (18,7%). La quota di Telecom nel settore risulta elevata: superiore al 50% e i prezzi non sono in linea con quelli europei. A pesare sono la scarsa informatizzazione delle famiglie e la quasi completa assenza di infrastrutture alternative alla rete in rame dell’ex monopolista. Per questo l’Autorità sta valutando «la possibilità di favorire i cosiddetti «investment pools», cioè l’associazione di più operatori per coordinare gli investimenti nelle reti Ngn, cioè quelle di nuova generazione, a banda superlarga». A questo proposito hanno espresso pareri favorevoli Stefano Parisi amministratore delegato di Fastweb e Andrea Filippetti di Tele2. Secondo l’Authority comunque tra i problemi dei consumatori sul fronte delle tlc c’è anche quello dei guasti, dei servizi non richiesti e dei disservizi che risultano numerosi.
Italia prima in Umts. In compenso la telefonia mobile, «è uno dei mercati più liberalizzati d’Europa». L’Italia è prima come numero di utenze mobili di terza generazione (17 milioni di utenti Umts) e la seconda al mondo dopo il Giappone. Tale primato, ha spiegato Calabrò, fa il paio con la diffusione dei servizi di televisione in mobilità. Positivi anche i dati sulla portabilità del numero, con 12 milioni di persone che hanno cambiato gestore: operazione per la quale l’Autorità promette di tagliare i tempi d’attesa.
Cade il duopolio nella tv. Sul fronte televisivo Calabrò ha messo in luce la rincorsa di Sky nei confronti della Rai e di Mediaset. Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, è d’accordo con questa analisi. «L’abbiamo sempre detto - ha commentato Confalonieri - che non è più un duopolio, e abbiamo avuto un’autorevole conferma. Come vedete - ha aggiunto - i nostri ricavi sono così vicini a quelli di Sky che parlare di duopolio è assolutamente improprio e anacronistico». Quanto alle frequenze la Ue ha dato due mesi all’Italia per mettersi in regola. «Il 2 agosto - ha detto Calabrò - esamineremo uno schema di revisione del piano digitale per porre rimedio all’attuale situazione di concentrazione e spreco di capacità trasmissiva».