Telecom: si lavora per l’accordo sul cda con Rossi presidente

da Milano

Telecom si avvia verso una soluzione «ponte» in vista dell’assemblea dei soci del 16 aprile. L’idea è che le banche (guidate da Intesa e Mediobanca) e la Pirelli, primo azionista con l’80% di Olimpia (che detiene il 18% del gruppo di tlc), stiano lavorando per trovare un accordo sulla lista di maggioranza dei 14 consiglieri (su 21) che spettano a Olimpia. Tra questi ci sarebbero tutti gli attuali indipendenti che fossero intenzionati ad accettare. E verrebbe confermata la presidenza per Guido Rossi, che sia Marco Tronchetti Provera, presidente Pirelli, sia le banche ritengono l’uomo giusto per garantire continuità e il mercato. In questo modo il gruppo avrebbe il modo di ripartire, mettendo in atto la propria strategia industraiale, in attesa di un accordo anche sul prezzo di vendita della quota di Olimpia da Pirelli alle banche.
Un accordo che oggi non c’è: il titolo ha chiuso ieri a 2,16 euro a fronte di una richiesta di 3 euro (comprensiva del premio di maggioranza) o poco meno da parte di Pirelli. Ed è difficile che una convergenza si possa raggiungere in questi giorni. Lo ha sottolineato con grande chiarezza l’amministratore delegato di Unicredito Alessandro Profumo: «Come potrei spiegare ai miei investitori che sto comprando azioni a un prezzo diverso da quello di mercato, penso sarebbe difficile per me». Aggiungendo poi che è «tecnicamente e praticamente sbagliato parlare di salvataggio: per quanto ne so è una delle compagnie telefoniche europee più in salute».
Il problema, semmai, oltre che riguardare l’uscita di Tronchetti, concerne il futuro industriale del gruppo. Un punto su cui di nuovo Profumo, ieri a Londra per la presentazione dei dati di Unicredito, ha acceso il riflettore: dopo aver parlato dell’attuale piano di Telecom definendolo non chiaro, Profumo ha detto: «Ho ricevuto un sms da un amico che lavora a Telecom Italia, che mi chiedeva perché il piano non è chiaro. Il piano industriale del management è completamente chiaro. Il problema è che non sappiamo che cosa succederà nel lungo periodo al futuro di questa società».
Un problema che si lega a doppio filo con la rivalutazione del titolo attesa sul mercato. Ma possibile, probabilmente, solo attraverso una più precisa indicazione sulle alleanze industriali. E in questo senso potrebbe riaprirsi il dossier di Telefonica. Intanto anche Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, ha escluso che nel caso di Telecom sia necessario un salvataggio: «Fiat e Telecom sono due casi profondamente diversi. Per quanto riguarda Fiat c’era una situazione molto precaria, Telecom è in tutt’altra condizione» e ha solo bisogno di un piano di rilancio. Sviluppi, infine, si sono registrati sul fronte immobiliare, con la vendita della sede di Milano della società, in Piazza Affari. La società Usa Tishman Speyer si è aggiudicata la gara per 82,2 milioni di euro.