Telecom, sindacati in allarme E Benetton fa un passo indietro

Telecom ha recuperato terreno in Borsa (più 3%) il giorno dopo la presentazione del piano industriale. La cautela degli analisti rimane, ma qualcuno ha rivisto al rialzo il target price. Merrill Lynch a 1,2 euro, Goldman Sachs lo ha portato a 1,09 euro da 0,97 per le ordinarie e a 0,87 da 0,78 per le risparmio. Per entrambi il giudizio rimane però «neutral».
Vivace anche Telecom Italia Media, più 4,6%: il mercato sta ragionando su quali possano essere gli asset in vendita. Secondo Merrill Lynch però in generale il piano è troppo ottimista sui ricavi anche se sono in vista cessioni e non ci dovrebbero più essere interventi dell’Agcom sulle tariffe.
Intanto oggi è prevista la riunione dei soci Telco, la holding che detiene il 24,5% di Telecom, per deliberare l’impegno dei soci a un finanziamento intorno ai 300 milioni di euro. Pare comunque che Benetton non aderirà essendo già impegnato su altri fronti. Ma anche gli altri soci non metteranno subito mano al portafoglio, si impegneranno soltanto ad erogare il finanziamento se il titolo resterà sotto la soglia di 0,70-0,80 euro per un certo numero di sedute. Attualmente l’intera quota detenuta da Telco in Telecom è in pegno al servizio di finanziamenti esistenti. Oltre a Sintonia, holding della famiglia Benetton, i soci sono Intesa Sanpaolo, Generali, Mediobanca e Telefonica.
Quanto ai sindacati, furibondi per l’annuncio a sorpresa di altri 4mila esuberi dopo che a settembre era stato firmato un accordo per mettere in mobilità volontaria 5mila dipendenti, attendono con impazienza il 10 dicembre, data fissata per l’incontro con i vertici dell’azienda. Per Emilio Miceli della Cgil non c’è dubbio che il piano presentato da Bernabè sia in realtà opera del socio Telefonica. «Con questo piano - prosegue Miceli - si fa un grande favore alla società spagnola che vuole diventare il primo gestore telefonico europeo chiedendo a Telecom di vendere tutte le sue partecipazioni compresa la Germania. E anche in Brasile la competizione appare meno attiva da quando c’è Telefonica nella compagine azionaria. Telecom si avvia così verso un declino inesorabile. Gli spagnoli con pochi soldi stanno raccogliendo un grande risultato ridimensionando la società. E di fronte ai licenziamenti l’azienda è isolata. Sarebbe utile un ripensamento del management e della proprietà». Ma il muro contro muro tra i sindacati e l’azienda dovrebbe, secondo quanto detto dallo stesso Bernabè, essere comunque scongiurato.