Telecom, stretta delle banche sui vertici

Sul futuro assetto del gruppo di tlc confronto aperto tra le "liste" di
Mediobanca e Intesa Sanpaolo. L’incertezza pesa sul titolo in Borsa. Decisione entro il cda dell’8 novembre. Galateri in pole per la presidenza, rebus per l’ad

da Milano

Per la decisione sui nuovi vertici del gruppo Telecom bisognerà aspettare ancora una decina di giorni: entro il prossimo consiglio d’amministrazione dell’8 novembre i soci troveranno l’accordo. Nel frattempo la Borsa ha mostrato di non gradire lentezze e incertezze: il titolo ha ceduto l’1,5% a quota 2,14 euro, rimangiandosi così una buona fetta dei progressi fatti nei giorni scorsi sull’abbrivio della cessione del gruppo da Pirelli ai nuovi soci, Telefonica, Generali, Intesa, Mediobanca e Benetton. Ma ieri è stata anche la giornata di Cesar Alierta, il presidente di Telefonica che, da Madrid, ha parlato per la prima volta di Telecom da suo maggiore azionista. Dimostrando di avere le idee chiare, anche per giustificare il premio pagato (2,82 euro per azione) a fronte del 42% della holding Telco, che a sua volta controlla il pacchetto di maggioranza relativa di Telecom (23,5% del capitale).
Tanto per cominciare, Alierta si è candidato a entrare nel prossimo consiglio di Telecom: «È molto probabile che io sia uno dei consiglieri che rappresenterà Telefonica nel cda di Telecom», ha detto, senza precisare il numero dei consiglieri che entreranno in cda per conto del gruppo spagnolo. Anche se un secondo posto è già prenotato dal direttore generale Julio Linares. Alierta ha ribadito che i rapporti tra i due gruppi possono considerarsi come un’alleanza industriale, «la più grossa al mondo: con i 210 milioni di clienti di Telefonica e i 90 di Telecom si arriva a un gruppo da 300 milioni di clienti.
Ma Alierta ha soprattutto riparlato delle famose «sinergie» che si genereranno dall’intesa Telefonica-Telecom, svelando la valenza industriale e non solo societaria dell’operazione. È tra i 300 e i 500 milioni annui la stima delle sinergie, definite «fondamentali» da Alierta. In pratica, nonostante i paletti imposti dall’authority brasiliana (che impedirà accordi tra Vivo e Tim nella telefonia mobile), Telefonica ha confermato le sinergie che circolavano già la primavera scorsa, quando il gruppo Telefonica era stato contattato da Marco Tronchetti Provera. Alierta si è anche espresso contro la separazione della rete Telecom, e ha rilanciato sul Brasile, dove ha detto di vedere spazio per una collaborazione con Telecom. «Ben inteso, sotto il controllo di Anatel».
Sulla scelta dei vertici, fonti finanziarie insistevano sulla data limite dell’8 novembre, giorno del cda di Telecom. Ieri mattina c’è stato un incontro tra il presidente del consiglio di gestione di Mediobanca, Renato Pagliaro, accompagnato da Clemente Rebecchini, rappresentante di Piazzetta Cuccia nel cda Telco, e Gaetano Micciché, responsabile della divisione corporate di Intesa Sanpaolo.
I tre si sono confrontati sulle «liste» delle rispettive candidature. Per l’ad ci sarebbero i nomi di Paolo Dal Pino e di Franco Bernabè, ma ci vuole ancora tempo, oltre al benestare di Generali e Benetton. Mentre sul nome del presidente sembra più facile arrivare a una convergenza tra i soci, probabilmente sulla nomina di Gabriele Galateri.