Telecom taglia 5mila posti di lavoro

Franco Bernabè, amministratore delegato del gruppo, annuncia un piano
per ridurre i costi del 40% e combattere il declino degli utili. Nuova direzione per il mercato italiano affidata al veterano Oscar Cicchetti, con aree consumer business e top client

Milano - Franco Bernabè parte all’attacco. Dopo aver studiato per oltre sei mesi i mali che affliggono Telecom Italia, dato che aumentare la redditività di una azienda di tlc che poco lavora nei mercati emergenti risulterebbe davvero molto difficile, ha preparato una ricetta per la riduzione dei costi. E per ridurre, come spiegato l’altro ieri al Financial Times, del 40% i costi operativi in Italia, ieri ha varato un piano che prevede tagli al personale di circa 5mila unità entro due anni.

Una stima non certo facile da digerire per i sindacati ma in un certo senso persino conservativa dato che alcuni analisti stimano da tempo che Telecom dovrebbe mandare a casa almeno 10mila dipendenti sugli oltre 64mila assunti in Italia.

Il piano, spiega una nota, comporterà oneri di ristrutturazione aggiuntivi per circa 250 milioni all’anno, rispetto ai 100 già previsti per il 2008, che impatteranno sui risultati di quest’anno e sui relativi target comunicati lo scorso 7 marzo.

Tali oneri saranno comunque più che compensati da risparmi di costi già nel corso dei prossimi 2 anni. A regime il piano di riduzioni comporterà un risparmio pari a 300 milioni annui. Ma quello al personale non è l’unico taglio previsto da Bernabè. Saranno ridotti del 40% i 2 miliardi di costi operativi e anche i 2 miliardi che la società spende per marketing, pubblicità e customer care. Secondo gli analisti di Cazenove significa un risparmio di 1,6 miliardi e un possibile incremento del 13% del margine lordo. «Dobbiamo ripensare globalmente la nostra struttura dei costi» - ha spiegato Bernabè nella lunga intervista a Ft dove ha anche annunciato possibili intese con fondi per operazioni all’estero. Ma il vero problema è l’Italia dove la crescita si è fermata e per non trasformare questo dato in stagnazione, secondo Bernabè, bisogna avere il coraggio di cambiare per rendere la società più efficiente. In questa ottica è stata costituita la direzione Domestic Market Operations con il compito di integrare la gestione e il controllo delle attuali strutture ossia Fisso, Mobile e Top Clients. La nuova direzione è affidata a un fedelissimo di Bernabè, Oscar Cicchetti, 57 anni abruzzese che conosce bene Telecom avendoci lavorato fin dal 1979 cominciando dal basso come responsabile gestione rete dell’area Ascoli Piceno e finendo nel 2000 come direttore di quella internazionale.

Poi una lunga parentesi al seguito di Bernabè come amministratore delegato di alcune società da lui fondate fino al ritorno in Telecom nello scorso gennaio. La nuova direzione adotterà progressivamente un modello organizzativo orientato ai clienti, che saranno divisi in consumer (la maggioranza circa il 70% dei clienti Telecom), business (piccole e medie aziende) e top client (ossia grandi aziende e pubblica amministrazione), superando quella attuale che vede la società divisa tra clienti della rete fissa e di quella mobile. Secondo Telecom la nuova struttura «consentirà ulteriori efficienze sui costi e un miglioramento della capacità competitiva».

Oscar Cicchetti soprintenderà anche alle attività internazionali mentre le funzioni Strategy e National Wholesale Services (ossia la vendita di connettività ai concorrenti) faranno capo a Bernabè. Rimane invariata la direzione Technology & Operations, ossia implementazione e manutenzione della rete, affidata a Stefano Pileri. Ieri Fitch ha confermato il rating a lungo termine a BBB+. Fermo il titolo in Borsa: più 0,14 per cento.