Telecom taglia la cedola per non alzare il debito

Brusco calo ieri in Borsa per Telecom Italia che ha chiuso in ribasso del 3,5%. In realtà è dall’inizio dell’anno che il titolo accumula ribassi, il 5,90% facendo peggio, nel periodo, soltanto di Unicredit e di Enel Green Power. A pesare sulle contrattazioni l’indiscrezione riportata dal quotidiano Il Messaggero di una discesa di circa il 20% del monte dividendo che passerebbe da 1,2 miliardi del 2010 ai 900 milioni del 2012. Solo in serata la società ha ufficialmente commentato precisando che la decisione sulla politica dei dividendi verrà assunta dal cda in sede di approvazione del bilancio il 29 marzo prossimo. Ma, in occasione della riunione del 19 gennaio, il cda ha tuttavia espresso l’orientamento di dare assoluta priorità «all’obiettivo di deleverage e di mantenimento del rating», anche alla luce del recente downgrade dell’Italia. Insomma Telecom si è riscoperta «virtuosa» anche se i suoi azionisti, quelli di Telco, sarebbero molto più contenti di vedere un aumento della cedola. Ed è forse proprio per questo che Telco, la holding che controlla Telecom Italia con il 22,4%, sarebbe in procinto di emettere un maxi-bond da 3,4 miliardi che potrebbe fruttare anche un maxi rendimento. Telco, controllata da Telefonica (46%), IntesaSanPaolo (11,6%), Mediobanca e Generali vedrà infatti nel 2012 scadere, in varie tranches, prestiti per 3,4 miliardi. La holding però non troverebbe conveniente rifinanziarsi rivolgendosi alle banche. I soci avrebbero dunque optato per l’emissione di un’obbligazione, sottoscritta interamente dagli stessi azionisti di Telco: Telefonica sborserebbe 1,57 miliardi, Generali 1,04 e Intesa e Mediobanca 395 milioni ciascuna. L’obiettivo sarebbe chiudere il rifinanziamento entro febbraio. Telco riscatterebbe così l’intero 22,4% del gruppo delle tlc in pegno alle banche a fronte dei prestiti ottenuti.
Quanto al dividendo, anche se una decisione ufficiale non è ancora stata presa, pare probabile che, a causa degli investimenti in Argentina e Brasile e agli 1,2 miliardi di euro che la società dovrà pagare allo stato per le frequenze Lte, il taglio ci sarà. Qualcosa di più si dovrebbe sapere già il 23 febbraio, quando Telecom annuncerà i risultati preliminari del 2011.
A pesare anche la difficile situazione economica che potrebbe portare, nel 2012, a minori introiti sopratutto sul mercato italiano. Per contro i costi di rifinanziamento del debito, che supera i 30 miliardi, sono previsti in crescita, come conseguenza del peggioramento dello spread. Anche altre società di tlc hanno già tagliato il dividendo. Se Telecom dovesse confermare le indiscrezioni la cedola scenderebbe a 4,3 centesimi per azione, 5,4 per le risparmio pari a un rendimento del 6,5%, inferiore alla media dell’8,5% prevista in generale per il settore utilities. Banca Akros si è già portata avanti tagliando il target price da 1,05 euro a 0,95 euro e mutando il giudizio da accumulate a hold. Tra i primi commenti quello di Asati. L’associazione dei piccoli azionisti ha detto che potrebbe accogliere positivamente la misura se il sacrificio è dettato in un ottica strategica, «in vista della rimodulazione del piano di investimenti sul mercato domestico in discontinuità rispetto al passato».