Telecom: Telefonica partner «strategico»

Continua lo «scontro» su Rossi. Oggi il cda sulla trimestrale Migliorano i conti TiMedia

da Milano

Telefonica entra in Telco, la holding che controllerà Telecom, ma il suo investimento «comporta una visione e una prospettiva strategica». Quindi «le parti considereranno in modo favorevole ogni iniziativa strategica che Telecom e Telefonica potranno portare avanti in autonomia e indipendenza». Lo dice il patto sottoscritto dai nuovi soci della holding che controllerà il 23,6% del gruppo di tlc (con Generali al 28,1%, Mediobanca e Intesa al 10,6%, Benetton all’8,4% e appunto, Telefonica al 42,3%) e reso pubblico ieri.
Come noto Telefonica sta per staccare un assegno da 2,3 miliardi per la sua quota in Telco. E, come si ha conferma leggendo il patto non avrà molto peso nella governance: avrà 4 consiglieri su 10 e il vicepresidente, e sarà titolare di azioni di tipo «B», con gli stessi diritti patrimoniali di quelle di tipo «A» degli italiani, ma con una serie di limitazioni nella crescita nel capitale. A fronte di questo tipo di governance in Telco, Telefonica ha almeno ottenuto di essere considerata un partner strategico per Telecom. Anche se la dichiarazione che si legge nel patto è più un principio che un vincolo.
Gli spagnoli, in vista del closing dell’operazione, si sono tutelati nei confronti dell’Antitrust: se le autorità gli dovessero imporre cessioni, avranno il diritto di chiedere una scissione non proporzionale in modo da avere le azioni Telecom corrispondenti alla partecipazione posseduta (poco meno del 10% del capitale ordinario). Stessa facoltà avranno i soci italiani nel caso gli obblighi riguardino Telecom.
In vista dell’ingresso di nuovi soci in Telco, il patto precisa due cose. La prima è che i nuovi investitori non potranno essere operatori telefonici o detenere quote rilevanti in operatori di tlc. La seconda è che, in prospettiva, Telco intende tenersi le mani libere per ulteriori incrementi di quota in Telecom. Sembra essere questa la motivazione alla base dello scioglimento degli accordi di prelazione tra Olimpia e Hopa sul 2,4% del capitale. Una prelazione che verrebbe contata ai fini della soglia Opa del 30% e che, una volta eliminata, lascia maggiori margini di manovra alla Newco.
Tecnicamente l’operazione Telco si svolgerà in 5 fasi, corrispondenti ad altrettanti aumenti di capitale in Telco, necessari per far entrare i soci e per rilevare il 100% di Olimpia (con il pancia il 18% di Telecom), che non verrà immediatamente fusa con Telco, restando controllata al 100%.
Intanto il titolo continua a scendere in Borsa: ieri -0,4% a 2,11, e oggi è in calendario il cda sui conti dei primi tre mesi. Mentre ieri è stata la volta di TiMedia (che controlla La7), che ha chiuo i tre mesi con 19 milioni di «rosso» (meno dei 26,3 del 2006), ma con ricavi in crescita del 31% per la pubblicità (+15,8%) e il digitale terrestre (+132%).
In vista del futuro continua il confronto tra le banche sul management. Con particolare riferimento alla scelta di cambiare o meno il presidente Pasquale Pistorio richiamando Guido Rossi. Una strada che sembra essere in salita, registrandosi diversi contrasti sia all’interno di Mediobanca, sia tra Mediobanca e Intesa.