Telecom tiene una frequenza dell'Espresso

Telecom ha recuperato terreno ieri in Borsa salendo del 6,17%, dopo aver perso oltre il 9% nelle ultime quattro sedute. L'attesa è per i conti, che verranno approvati giovedì (e diffusi probabilmente venerdì prima dell'apertura dei mercati), mentre gli analisti scommettono su un azzeramento della cedola. Tra questi c'è Intermonte che vede un dividendo zero per le ordinarie, contro i 0,02 euro del 2013 e 2,75 centesimi per le risparmio (0,031 lo scorso anno). In merito ai conti, il consensus, raccolto tra oltre una decina di banche d'affari, stima per Telecom ricavi a quota 23,4 miliardi, in calo del 20,47% rispetto ai 29,5 miliardi del 2012, un margine lordo a 9,537 miliardi (-18,1% dai 11.645 milioni dell'anno precedente) e un indebitamento netto a 27,05 miliardi.
Ieri il cda della controllata Ti Media si è riunito per l'approvazione del bilancio annuale. Al consiglio è stato spiegato che le trattative con il gruppo L'Espresso per realizzare una società comune per le frequenze del digitale terrestre continuano. Nonostante le rassicurazioni però l'accordo rischia di naufragare. La trattativa, iniziata in ottobre, è ancora in altro mare. Secondo indiscrezioni la controllante Telecom vorrebbe conferire solo due delle tre frequenze che ha a disposizione Ti Media. In questo modo si bilancerebbe l'accordo con L'Espresso che, tramite Rete A dispone infatti di sole due frequenze sul digitale terrestre. Si sono esplorate anche formule diverse rispetto all'idea iniziale di creare una sola società posseduta al 70% da Telecom e al 30% dall'Espresso, come la partnership commerciale. In questo modo si sarebbe risolto il problema del valore da attribuire alle frequenze stesse e alle infrastutture collegate. Quanto ai risultati Ti Media ha fatto registrare ricavi per 72,2 milioni di euro. Il risultato netto è negativo per 132 milioni, in miglioramento rispetto ai 240 milioni di perdite del 2012. Mentre il debito è pari a 259,9 milioni.