Telecom tratta per vendere Tim Brasil

Buora lascia Pirelli per dedicarsi solo alle tlc. Verso la conferma dei prossimi dividendi

Marcello Zacché

da Milano

Non una, ma ben due sono le offerte ricevute da Telecom per la controllata Tim Brasil. Il fatto nuovo, nel gruppo di tlc entrato ormai da quasi due mesi nell’era di Guido Rossi, è questo. Ed è un fatto rilevante perché secondo stime di mercato, il gioiellino sudamericano (24 milioni di clienti, 25% nella quota del mercato mobile in Brasile) dovrebbe valere almeno 6 se non 7 miliardi di euro.
Il cda ha informato il mercato dell’esistenza di un’offerta in tre righe del lungo comunicato sui conti trimestrali, in cui l’offerta è definita «recentissima» e «non sollecitata», anche se è almeno dai primi di settembre che circolano voci sulla possibilità di dismettere Tim Brasil. In ogni caso il cda «ha conferito mandato al vertice per negoziare l’eventuale cessione delle attività mobili in Brasile». In serata il numero uno della controllata mobile brasiliana, Mario Cesar de Araujo, ha parlato dell’esistenza di due offerte, senza fornire i nomi dei potenziali acquirenti. Né tantomeno l’ammontare delle offerte. Anche se tra i papabili spiccano Telefonica, Portugal Telecom e America Movil di Carlos Slim.
Stessa linea per l’ad di Telecom Riccardo Ruggiero: «Non possiamo dare informazioni sul prezzo», ha detto, aggiungendo che il ricavato «fornirà a Telecom la flessibilità finanziaria per affrontare possibili acquisizioni e incrementare gli investimenti». Un possibile riferimento al next generation network, e ai 9 miliardi di investimenti richiesti per cablare parte dell’ultimo miglio. Il titolo, che durante la giornata era rimasto fiacco, si è risvegliato dopo la notizia delle offerte per Tim Brasil e, nel dopo Borsa, ha macinato un rialzo dell’1,4% sopra quota 2,4. Forse anche per l’impatto dei numeri trimestrali, migliori delle previsioni: Telecom ha chiuso il periodo con un utile netto consolidato di 880 milioni, in crescita del 3,5% rispetto allo stesso periodo 2005 e migliore dei 730 attesi dal mercato. Nei 9 mesi i profitti scendono a 2,37 miliardi da 2,62. A livello di «Ebitda» (margine operativo lordo), il terzo trimestre registra una crescita dell'1,5% a 3.268 milioni. I ricavi salgono del 4,6% a 7,7 miliardi, mentre nei nove mesi balzano del 5,2% a quota 23,1. L'indebitamento finanziario netto al 30 settembre è pari a 39,5 miliardi, in calo di 1,8 miliardi rispetto ai 41,3 miliardi del 30 giugno.
In mattinata si era appresa la notizia delle dimissioni di Carlo Buora dagli incarichi in Pirelli e Olimpia, dove non verrà sostituito. Il vicepresidente esecutivo di Telecom Italia, da ieri, è a pieno servizio di Telecom, spezzando anche l’ultimo legame con Pirelli (che tramite Olimpia detiene il controllo del pacchetto di maggioranza relativa del gruppo di tlc). Una decisione che era nell’aria, presa per rafforzare il vertice del gruppo e completare il quadro dei cambiamenti nella governance. Il resto accadrà oggi, nel cda di Pirelli, che dovrebbe sancire la svalutazione dei titoli Telecom in portafoglio, da 4,1 a 3 euro. Con il conseguente reintegro patrimoniale, in Pirelli, di 1,9 miliardi, da effettuarsi con le riserve. In altri termini Telecom si prepara a chiudere il 2006 in maniera ben diversa da come lo aveva aperto. Anche se la strategia di fondo del gruppo non ha invece subito grandi stravolgimenti: si va verso la separazione della rete fissa e delle attività commerciali di quella mobile, ma con l’intento di sfruttare di concerto entrambe le piattaforme.
Nessuna novità, infine, sul fronte della politica dei dividendi. Ma Rossi sembrerebbe orientato a non proporre alcuna variazione nel rapporto tra cedole e utili.