Telecom, trimestre in flessione ma Bernabè vede la ripresa

Telecom chiude in ribasso dell’1,4% a Piazza Affari nella giornata di presentazione dei conti del primo trimestre. In realtà dopo l’annuncio dei dati in linea con le anticipazioni del mercato il titolo era salito di oltre il 3% sfondando la soglia psicologica di 1 euro di valore, virando poi in negativo, seguendo l’andamento borsistico generale. Secondo una nota della società, il gruppo ha registrato ricavi a 6,7 miliardi, in calo del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2008, ma se si considera la variazione del perimetro, ossia l’uscita da Entel Bolivia e quella dalla pay per view, la flessione diventa del 3,8%. L’utile netto si attesta a 463 milioni, in calo del 4,5%. I clienti mobili sono 34 milioni ma con revenue in discesa del 7,1% mentre quelli fissi a banda larga superano gli 8 milioni con un Arpu intorno ai 18 euro mensili.
Gli utenti dell’Iptv, su cui la società punta molto, sono 365mila. Secondo l’amministratore delegato Franco Bernabè le prospettive sono buone. «Confermiamo gli obiettivi del piano triennale e l’impegno sulla redditività e sulla generazione di cassa - ha spiegato Bernabè -. L’andamento del fatturato riflette l’impatto della ristrutturazione della rete di vendita». Bernabè ha anche ribadito che la società non ha bisogno di aumenti di capitale. «Questo non esclude che in futuro le condizioni possano cambiare, un aumento di capitale sarebbe giustificato solo in caso di accordi strategici di particolare importanza per il nostro gruppo ma per ora non vedo niente del genere». Quanto alla cessione di Hansenet, ossia l’operatore a banda larga tedesco, l’ad ha sottolineato che «il processo di vendita è in corso ma il mercato è complicato: stiamo gestendo il processo con la massima concentrazione». Va invece bene la riduzione del personale che è in linea con quanto annunciato. «Il piano - ha spiegato Bernabè - è stato realizzato al 76%, con una riduzione di 3.700 unità, in linea con i nostri obiettivi». Quanto al futuro l’amministratore delegato ha detto che in aprile si sono visti i primi segnali positivi. «Ritengo - ha detto - che nel prossimo trimestre ci potranno già essere miglioramenti». Quanto alla controllata brasiliana che ha chiuso il trimestre con i conti in rosso, «l’obiettivo - ha detto l’ad - è che la società riprenda a crescere nella seconda parte del 2009 visto che Tim è leader in quel mercato. Nei tre mesi Tim Brasil ha registrato una lieve crescita dei ricavi preparando il terreno a un piano di rilancio i cui effetti si faranno sentire nei prossimi trimestri» ha ribadito Bernabè. Continuano anche le trattative per vendere la quota in portafoglio di Telecom Argentina dopo i problemi insorti con l’Antitrust del paese, sollevati dall’altro socio, la famiglia Werthein. Una nota negativa viene dal debito che è pari a 34,5 miliardi, in aumento di 479 milioni rispetto a fine 2008. Sull’incremento ha pesato il pagamento delle imposte.