Telecom, Tronchetti svaluta e apre a nuovi soci

I margini salgono del 6% ma la rettifica manda la Bicocca in rosso di 1,4 miliardi

Marcello Zacché

da Milano

Dopo 5 anni di «resistenza» Pirelli ha preso atto della perdita di valore della partecipazione in Telecom e l’ha svalutata. Quei 4,23 euro per azione pagati da Marco Tronchetti Provera nel 2001 (prezzo rettificato in seguito alle fusioni Olivetti-Telecom-Tim) sono diventati da ieri 3 euro: questo è il nuovo prezzo di «carico» della quota del 18% nel capitale di Telecom detenuta da Olimpia, la holding a sua volta controllata da Pirelli all’80%. E nella cassaforte così rinnovata, Tronchetti annuncia di voler accogliere nuovi soci, «se pronti a pagare un prezzo corretto», ha detto il presidente del gruppo. La svalutazione è l’ultima delle «mosse» di Tronchetti nel percorso iniziato nel 2001. Resterebbe ancora quella del consolidamento in Pirelli di Telecom. Ma su questo punto il patron della Bicocca non intende cambiare posizione, come ha dimostrato la riforma del cda di Olimpia in modo che Pirelli non possa controllarlo se non con i Benetton.
L’operazione non è a costo zero per Pirelli. Anche se l’impatto è finanziario, nell’ordine dei 2 miliardi sui conti di Pirelli: la partecipazione in Telecom, viene abbattuta per 2,11 miliardi. Di conseguenza il patrimonio netto consolidato diminuisce e si attesta a 4,43 miliardi, con un indebitamento finanziario netto di 1,43. Sul conto economico della Pirelli si riversa una perdita di 1,9 miliardi (calcolata al netto degli utili di Olimpia). E a livello di capogruppo il patrimonio netto di Pirelli & c. si riduce a 2,94 miliardi di euro, di cui 2,79 miliardi di capitale sociale. Un dato che dice due cose: la prima, già scontata da tempo, è che la perdita dovuta alla svalutazione non intacca il capitale. La seconda è che, in prospettiva, la quota potrebbe essere svalutata ancora fino a 2,1-2,2 euro per azione: a tale livello corrisponde quell’erosione di un terzo del capitale che fa scattare, per legge, una ricapitalizzazione. In ogni caso Tronchetti ha ieri dichiarato che non sono previste altre svalutazioni. Anche perché il livello dei 3 euro risulta persino più basso di quanto non fosse necessario: per i criteri Ias la svalutazione avrebbe potuto fermarsi a quota 3,5. Un livello che tiene conto del prezzo di Borsa di settembre (2,24, mentre ieri ha chiuso a 2,4), dei target degli analisti (2,6) e di un premio di maggioranza del 30%.
In termini economici la svalutazione Telecom ha mandato in «rosso» sia il bilancio trimestrale della Pirelli, approvato ieri dal cda, sia quello dei 9 mesi, sia, va da sé, quello che arriverà a fine anno. Con il conseguente azzeramento del dividendo. La perdita netta consolidata al 30 settembre è infatti di 1,4 miliardi. Ma se si guarda alla gestione del gruppo, il dato diventa positivo per 297 milioni (contro i 266 dell’anno scorso), con un margine operativo lordo in aumento del 6%, a 436 milioni. In aumento i ricavi, del 9% a 3,6 miliardi. Stessa sorte per Camfin, la società che controlla Pirelli, scivolata anch’essa in rosso per la rettifica-Telecom: il risultato netto consolidato dei primi 9 mesi è negativo per 383,6 milioni contro i 39 milioni di profitto dello scorso anno.