Telecom va alla prova della trimestrale: ma per Bernabè rimane il «nodo» cessioni

Fatturato in calo soprattutto per la diminuzione del traffico mobile per la crisi economico-finanziaria, utile in ribasso più contenuto, debito stabile e tutto sommato sotto controllo. Queste le previsioni degli analisti finanziari sui conti trimestrali di Telecom Italia, attesi per giovedì prossimo, anche se quello che gli operatori di Borsa osservano maggiormente sono le trattative per l’annunciata vendita degli asset non strategici, ma dal valore teorico comunque elevato. Secondo il piano industriale Telecom, entro il 2011 dovrebbero infatti venir cedute attività con un incasso complessivo di tre miliardi di euro, non spiccioli. La partita a un livello più avanzato è ovviamente quella per la vendita di Hansenet, l’unità tedesca dedicata alla banda larga, con Telefonica che ha voluto far sapere che le parti sarebbero entrate «nella fase finale dei colloqui».
Le trattative sono in corso da tempo: in precedenza apparivano interessati anche Vodafone e United Internet, che poi si sono defilati, e qualche settimana fa i contatti con Telefonica avevano subito una battuta d’arresto sul prezzo, che impediva ancora un accordo. Le parti si sarebbero quindi avvicinate, con una cifra che rimane alta: secondo alcuni analisti il valore di Hansenet stimato da Telecom si aggirerebbe intorno al miliardo di euro, basato su vendite per 1,2 miliardi di euro nel 2008 e circa 2,3 milioni di clienti.
Il gruppo intanto rimane al centro delle indiscrezioni su cambi al vertice e anche con un ipotizzato ma non immediato inserimento dell’attuale amministratore delegato di Posteitaliane Massimo Sarmi, ex Telecom, nel consiglio di amministrazione della società in sostituzione del rappresentante dei Benetton che potrebbe uscire. Ma il futuro di Telecom non può ovviamente essere fatto solo di tagli ai costi e progetti di dismissioni. Sul piano finanziario gli analisti si attendono una conferma del dividendo sulla linea di quanto riconosciuto nel 2008, ma sul piano strategico la partita cruciale resterebbe una, cioè quella degli investimenti per la banda larga (o ultra-larga): per la nuova rete, Telecom mette sul piatto 720 milioni di euro entro il 2011, cifra che salirà a 6 miliardi entro il 2016. Ma non bastano: le trattative con il governo procedono e potrebbe ritornare l’ipotesi di una «società-veicolo» alla quale partecipino anche la Cassa depositi e prestiti e Posteitaliane guidata proprio da Sarmi.