Telecom vende anche in Venezuela

Ceduta Digitel per 425 milioni di dollari. Continua la razionalizzazione degli asset sudamericani

da Milano

Dopo il Brasile, il Venezuela. Telecom Italia compie una altro passo verso la razionalizzazione degli asset in Sud America per ridurre il debito e cogliere eventuali opportunità di mercato. L’altro ieri in serata è stata infatti perfezionata la cessione del 100% di Corporacion Digitel alla società Telvenco s.a. di proprietà di Oswaldo Cisneros.
Il valore della transazione, pari a circa 425 milioni di dollari, determinerà per il gruppo Telecom al momento dell’incasso una riduzione dell’indebitamento finanziario netto di circa 370 milioni di dollari (la differenza dell’impatto sulla posizione finanziaria netta di gruppo, rispetto a quanto comunicato al momento della firma degli accordi di cessione, è dovuta principalmente a closing adjustments). L’incasso è previsto nei prossimi mesi, in funzione degli adempimenti amministrativi necessari presso le autorità valutarie venezuelane.
La settimana scorsa invece era stata presentata la vendita di azioni privilegiate di Tim participacoes in Brasile. L’offerta riguarderà esclusivamente azioni privilegiate di Tim participacoes detenute da Telecom Italia tramite la controllata Tim Brasil. Ma in questo caso l’incasso non è stato ancora quantificato.
Non c’è dubbio comunque che tutte le operazioni di Telecom siano poste sotto la lente delle principali agenzie di rating che attendono la riduzione dell’esposizione del colosso tlc. Il gruppo ha chiuso il 2005 con un indebitamento netto di 39,8 miliardi, 10 miliardi in meno rispetto al 2004, ma comunque a un livello ritenuto di guardia da Standard & Poor’s. S&P ha recentemente diffuso un nuovo report nel quale spiegava i motivi che l’hanno spinta a tenere sotto osservazione il rating su Telecom. Oggi la società vanta un giudizio BBB+ ma con un outlook negativo che potrebbe spingere la valutazione a BBB, appena uno scalino sopra il livello junk (BBB-). Il gruppo, dopo aver rifinanziato tutti i debiti in scadenza nel 2006, ha avviato la copertura per quello che riguarda le emissioni che dovrebbero venir rimborsate nel 2007. Di recente Telecom ha annunciato il collocamento di un bond in doppia valuta: 500 milioni circa per la tranche in euro e circa altrettanto per quella in sterline. Dall’altra parte la riduzione costante delle tariffe ha indubbiamente ridotto i margini del gruppo che invece dovevano aumentare per sostenere il forte indebitamento derivato dalla fusione tra Telecom e Tim. Per questo la società ha avviato una politica di riduzione dei costi e di sinergie che dovrebbero portare a fine 2006 risparmi per 460 milioni di euro.