Telefonata del complice dalla Moldavia: «Non doveva finire così»

Vasile Coceban scappò nell’Est-Europa il giorno dopo la tragica rapina

«Non doveva succedere, così però è andata, la vita ci ha fatto diventare così come siamo». Lo dice al telefono dalla Moldavia Vasile Coceban, parlando in una telefonata intercettata con Tatiana Mitrean, arrestata ieri mattina dai carabinieri perché come colf avrebbe fatto da basista nella rapina in casa del medico Marzio Colturani, rimasto ucciso dopo aver passato due ore con nastro adesivo sulla bocca e sul naso.
La telefonata è indicata tra le prove dal gip Paolo Ielo nel provvedimento che portato in carcere 3 persone. Con la colf Tatiana arrestata la mamma Zinaida Rebeja, per favoreggiamento e ricettazione e Leonid Marush, 28 anni, favoreggiamento. Di rapina e omicidio rispondono Tatiana e Vasile, che però scappò nel paese d’origine il 14 novembre, il giorno dopo l’uccisione del professionista. Ma le indagini proseguono per accertare altre responsabilità.
In un’altra telefonata Marush parlando con Oleg, ritenuto un altro del «giro» afferma: «Vasile ha fottuto una donna che lavorava dai padroni di casa, ha fottuto tutto e ucciso il padrone di casa». Marush poi avrebbe fatto da intermediario tra Vasile e Tatiana da un lato e altri soggetti dall’altro che litigavano per la spartizione del bottino, frutto della rapina, soldi e gioielli in casa Colturani.
Secondo il contenuto dell’ordinanza Tatiana avrebbe cercato di sottrarsi ai pedinamenti e cercato in continuazione telefoni «puliti» da cui parlare. Il gip scrive di «prova indiziaria, ma idonea, precisa e concordante».
Nei prossimi giorni il giudice Ielo interrogherà i tre arrestati: solo a quel punto si saprà se Tatiana Mitrean continuerà a protestarsi innocente o se, di fronte agli indizi a suo carico contenuti nell’ordinanza, deciderà di mutare linea difensiva.