Una telefonata per i tifosi veri

(...) O forse. più probabilmente, qualcuno è rimasto male perché, rispetto a quanto accaduto il sabato prima alla manifestazione no global, il resto dei 25mila presenti allo stadio ha coperto i fischi con gli applausi e poi con i fischi i cori anti polizia. Allo stadio la stragrande maggioranza ha preso le distanze dall’ignobile comportamento di pochi. Al corteo erano tutti compiaciuti per i graffiti sui muri. Il fatto è che è facile, comodo, di moda scaricare sul mondo del calcio e sui tifosi. Quelli sì, tutti uguali, brutti e cattivi. Così, ad esempio, mica si vanno a identificare (le telecamere ci sono, no?) chi ha fischiato il minuto di silenzio e, per dirla tutta, è anche responsabile del «tradimento» alla squadra lasciata senza incitamento in nome della solidarietà agli arrestati per gli scontri del derby. No, il mondo del calcio e della politica applicata al calcio fa prima. Punisce tutti, punisce chi si comporta bene. Così domenica la Samp non ha potuto avere i tifosi al seguito. E a Livorno in passato c’erano stati contrasti tra le tifoserie, con i padroni di casa che avevano aggredito i genovesi. Ma si punisce chi ha subito. Peggio gli osservatori, i prefetti e i ministri vari faranno domenica prossima, impedendo ai genoani di andare a Torino, per la sfida con i granata. Le tifoserie vantano uno dei più lunghi e solidi gemellaggi, avrebbero attraversato insieme il campo sbandierando i loro colori uno accanto all’altro. Si dice che il calcio deve essere gioia, sport, rispetto. E questa immagine, nel posticipo visto da tutta Italia, cosa sarebbe? L’esatto contrario? Ma la si vieta. Meglio cavarsela mandando gli ultrà che hanno devastato le città in tribuna anziché nella curva.
Due sommessi appelli. Il primo ai tifosi genoani e torinisti: sentitevi, mettetevi d’accordo, compratevi i biglietti a Torino uno per volta e mandateveli. Riempito lo stadio di rossoblù e granata. Ridicolizzate chi ha preso questa assurda decisione. Il secondo al prefetto Giuseppe Romano: dopo la telefonata di congratulazioni a don Gallo per il corteo, chiami il suo collega di Torino e gli faccia ritirare l’ordinanza anti tifosi, dando almeno le stesse garanzie che aveva dato alla città prima per i no global.