La telefonata di Rutelli alla vedova: «Sconvolti per questo fatto di sangue»

Anna Maria Greco

da Roma

Era un politico della Margherita, Francesco Fortugno. E tra le prime telefonate arrivate alla vedova c’è quella di Francesco Rutelli. Il leader dei Dl esprime il suo «profondo dolore» per l'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, a nome di tutti gli esponenti del partito, «sconvolti per questo spaventoso fatto di sangue». Poi aggiunge: «Credo che l’Italia si debba rendere conto che il più grande malato del Mezzogiorno è proprio la Calabria». Il candidato premier dell’Unione, Romano Prodi parla di «un fatto delittuoso di una gravità enorme» e il segretario dei Ds, Piero Fassino, ricorda attentati, intimidazione e violenze che negli ultimi due anni hanno colpito molti amministratori del centrosinistra. «Sconvolto» è il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che piange un amico, «una persona mite, perbene, un cattolico che affrontava la vita politica con grande sensibilità umana e disponibilità verso la gente». «Non doveva morire così», dice sconsolato il governatore. Ma Loiero è anche preoccupato e chiede interventi decisi, perché «si è alzato moltissimo il livello della criminalità», si sta «attentando alla democrazia» e diffusa è «la sensazione di impunità».
Il cordoglio della Camera e suo personale lo esprime in una nota il presidente di Montecitorio, Pier Ferdinando Casini, «molto colpito da questo drammatico e triste evento». Ma il dolore e la solidarietà non bastano, secondo il ministro An delle Politiche agricole, Gianni Alemanno: ci vuole una mobilitazione di tutte le forze sane della società e della politica di fronte alla «recrudescenza della criminalità organizzata, che alza il tiro contro i vertici istituzionali e politici». Il sottosegretario alla Giustizia Jole Santelli auspica che gli assassini «vengano presto consegnati alla giustizia» e il vicesegretario nazionale dell’Udc e viceministro alle Infrastrutture, Mario Tassone,commenta: «Mai avrei potuto immaginare che si potesse arrivare a tanto». Per il capogruppo in commissione Antimafia della Lega Luigi Peruzzotti quest’omicidio significa che le organizzazioni criminali in Calabria non sono state affatto debellate, come dice qualche «benpensante».
Si tratta, dice il segretario Prc Fausto Bertinotti, di «una vera tragedia». Anche il segretario dell’Udeur, Clemente Mastella, di fronte ad «un atto di assoluta gravità e di terribili evocazioni» ritiene doveroso che la politica «ci unisca, andando oltre ogni polemica, per fare fronte comune contro i veri pericoli della democrazia». Vannino Chiti, dei Ds, parla di «intimidazione criminale» che colpisce «non soltanto il centrosinistra ma la democrazia» e il presidente dei verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, come quello dell’Idv Antonio Di Pietro, allo «sgomento» aggiungono la «dura condanna» per l’omicidio.