La telefonata di Sarkò: «Italia, grazie per l’aiuto»

Napolitano chiama Medvedev: «Per i contributi umanitari faremo la nostra parte». Il 26 agosto Frattini riferirà alla commissione Esteri

da Parigi

«Pronto Silvio? Sono Nicolas. Volevo ringraziarti per l’aiuto». Non saranno state queste le parole, ma questo è stato il senso della telefonata che ieri il presidente francese Nicolas Sarkozy ha fatto al premier Silvio Berlusconi per ringraziarlo della mediazione sul conflitto fra Georgia e Russia. Un dossier spinoso che approderà in Parlamento martedì 26 agosto, quando il ministro degli esteri Franco Frattini riferirà davanti alle commissioni congiunte Esteri di Senato e Camera.
Sia a Roma sia in altre capitali occidentali ieri si è parlato anche degli aiuti, di fronte agli oltre 100mila tra sfollati e rifugiati, secondo i dati Onu. Questo è stato uno dei temi affrontati anche dal capo dello Stato Giorgio Napolitano in un colloquio telefonico con il Presidente della Federazione Russa, Dimitry Medvedev, nel quale Napolitano ha ribadito l’impegno dell’Italia e dell’Ue per assicurare il necessario aiuto umanitario: già oggi due aerei carichi di generi di prima necessità sono decollati.
E sulle polemiche di mercoledì per il mancato rientro dalla vacanze di Frattini e per la sua assenza al consiglio esteri Ue a Bruxelles, è tornato ieri il sottosegretario agli esteri Vincenzo Scotti, che ha rappresentato il governo italiano alla riunione dei Ventisette e che in un’intervista ha confermato la presenza di Frattini all’incontro Nato.
«È stata una polemica che ha il sapore di una pretestuosità che in un momento come questo non è assolutamente necessaria - ha detto Scotti - ricordando che quella attuale è un’epoca in cui la diplomazia lavora in tempo reale da qualsiasi punto del mondo ci si trovi».
In un’intervista a Radio Radicale, Scotti ha messo in evidenza «il ruolo fondamentale» svolto da Frattini nella spinosa crisi caucasica. Un ruolo, ha precisato, «apprezzato non solo dai francesi, ma anche dagli altri grandi partner europei».