Le telefonate in codice: «Porta la pizza»

da Milano

Utilizzava un linguaggio in codice, nemmeno tanto fantasioso. «Portami la pizza, per favore». Dal carcere, Roberto Lizziero, l’ex consulente dell’assessore ai servizi sociali Tito Brunelli si dichiara innocente. I magistrati veronesi, però, la pensano diversamente. La pizza erano i bambini rom, «aizzati dai genitori», come dice il procuratore Guido Papalia per avere rapporti sessuali con gli «orchi» della città. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno inchiodato otto persone: fra di loro c’è Lizziero, già condannato per violenze sui minori a 2 anni e 10 mesi.
Un ragazzino rom gli dice: «Quando vieni qua al campo, vado con te a farmi una doccia nella tua casa». Lui annuncia il suo arrivo: «Ascolta, io adesso vengo a trovarvi, ma fra dieci minuti. Ma siete già a letto?»
Per Lizziero è tutto spiegabile, non c’è alcuna allusione cattiva in quei frammenti di dialoghi; per gli investigatori è vero il contrario. E ci si chiede come sia stato possibile affidargli di nuovo un incarico a contatto con i minori. L’assessore Brunelli se l’è cavata con una frase sconcertante: «Volevamo dargli un’altra chance nell’ambito di un percorso di recupero». Ma anche sulla consulenza di Lizziero, terminata alla fine del 2003, i conti non tornano: «Mi ricordo - spiega al Giornale il capogruppo della Lega in consiglio comunale Flavio Tosi, assessore regionale alla Sanità - che questo signore apparve nel 2003 a fianco di Brunelli in commissione affari sociali, per illustrare il Progetto Nomadi. Nessuno lo conosceva. Dunque chiedemmo a Brunelli chi fosse e se avesse una forma di collaborazione con il Comune. Brunelli disse che non aveva alcun contratto e che non percepiva una lira, ma era una persona di cui si fidava. Davvero singolare. Non è che in Comune si possano portare gli amici o i parenti. Infatti questo signore non si è più visto».
Il Procuratore della repubblica Guido Papalia conferma al Giornale (vedi intervista): «Noi non abbiamo trovato un documento che lo autorizzasse a entrare nei campi rom. Per noi era un abusivo e questo è ancora più grave». Insomma, non è chiaro a che titolo avesse accesso alle aree popolate dai rom. E certo, fa impressione rileggere le parole del gip di Ferrara che nel 1998, in tutt’altra vicenda, scriveva che Lizziero aveva abusato dei minori «approfittando delle sue qualità di organizzatore ed animatore di iniziative per ragazzi». Un copione che, secondo la Procura, si è ripetuto a Verona, con la benedizione dell’amministrazione comunale.
Intanto, sono stati scarcerati i due operatori che avrebbero chiesto tangenti ai rom per agevolare il loro ingresso nei campi attrezzati del Comune. I due hanno lasciato il lavoro e dunque non c’è più il rischio che commettano ancora reati.