«Le telefonate a spezzoni sono fuorvianti»

Gian Piero Scevola

Un sabato di straordinari, quello di ieri, per l’Ufficio indagini che, nonostante l’assenza di Francesco Saverio Borrelli, tornato a Milano per ritemprarsi e prepararsi al boom finale, ha continuato gli interrogatori. Sotto le forche caudine degli 007 federali è passato questa volta il guardalinee Stefano Titomanlio, mentre Dario Galati, il segretario dell’ex presidente Innocenzo Mazzini che aveva chiesto una audizione spontanea, sarà sentito domani.
Titomanlio è stato ascoltato due ore per far luce su alcune situazioni, soprattutto sulle intercettazioni che riguardano lo stesso Titomanlio, in riferimento alla partita di B tra Salernitana e Arezzo del campionato 2004-05. Titomanlio ha prodotto una videocassetta della partita per dimostrare di non aver commesso violazioni. «Siamo veramente offesi e sorpresi per il fatto di essere stati coinvolti», ha detto Titomanlio. «La fuga di notizie ci spiace molto, non fa nessun bene al calcio, ma siamo assolutamente tranquilli. Non sono una vittima, per ora non è il caso di affermare questa cosa. Fa parte del gioco essere stati tirati in ballo».
Domani Borrelli riprenderà gli interrogatori e il primo ad essere sentito sarà Antonio Giraudo, l’ex ad della Juventus, mentre è confermato che Luciano Moggi, non più tesserato Figc, non si presenterà. C’è comunque preoccupazione per quanto dichiarato venerdì da Borrelli che ha parlato di «piano difensivo concordato».
Il pm di Roma Luca Palamara, titolare dell'inchiesta penale sulla Gea assieme alla collega Maria Cristina Palaia, però avverte: «Il muro di omertà nell'ambiente del calcio lo abbiamo già constatato sulla nostra pelle, ma siamo convinti che il processo penale fornisca degli strumenti che ci consentono di procedere e di ottenere acquisizioni anche senza il conforto delle dichiarazioni. La nostra indagine va, comunque, avanti».
Il magistrato, valuterà anche oggi la documentazione agli atti per decidere chi convocare in procura la prossima settimana. «All'Ufficio indagini lavorano sulla base di quella parte di intercettazioni che è stata riportata nel rapporto dei Carabinieri: quello che è stato letto sull'Espresso, e che, va detto chiaramente, è la parte delle telefonate che servono agli inquirenti per sostenere l'accusa», afferma Gian Michele Gentile, legale del presidente della Lazio Claudio Lotito, Gian Michele Gentile. «Noi vogliamo sentirle tutte perché estrapolare da una telefonata quello che serve per sostenere un'accusa non è sufficiente: magari un momento prima si era detta nel corso della telefonata una cosa che contraddiceva l'altra».
A criticare Borrelli ci pensa però l’avvocato Carlo Taormina: «L'inchiesta Piedi puliti si avvia a diventare un clamoroso fallimento, perché è stato commesso il gravissimo errore di scegliere come investigatore Borrelli, il cui successo nell'inchiesta Mani pulite non fu merito suo ma solo del tintinnio di manette praticato sul naso degli indagati, che confessavano e accusavano altri anche quando nulla avevano da confessare o intenzionalmente consumavano calunnie».