Telefonica «prenota» Hansenet e Telecom trova un miliardo

Telecom sale in Borsa dopo i ribassi della scorsa settimana. Ieri il titolo della società telefonica ha chiuso con rialzo del 3,05% e un massimo toccato a 1,12 euro. A spingere le azioni l’attesa per una imminente chiusura della vendita del gestore a banda larga tedesco Hansenet e i numeri positivi di Tim Brasil, diffusi venerdì, che hanno visto il ritorno all’utile nel terzo trimestre dopo le perdite registrate nei trimestre precedenti. In settimana comunque dovrebbe chiudersi l’operazione per la cessione della controllata tedesca da parte di Telefonica che è anche il principale socio di Telco, la holding che possiede la quota di maggioranza di Telecom. La trattativa è stata lunga e difficile a causa di una mancanza di accordo sul prezzo. Gli spagnoli infatti puntavano a pagare circa 800 milioni di euro mentre la richiesta di Telecom non era inferiore al miliardo. Ma l’accordo pare sia stato trovato dato che, secondo il quotidiano spagnolo El Economista, la cessione dovrebbe essere effettuata tra i 900 milioni e 1 miliardo.
Contro la vendita di Hansenet c’è Asati, ossia l’associazione che raccoglie circa 2.300 piccoli azionisti di Telecom Italia. «Non va venduta, perché è un asset utile per lo sviluppo internazionale», ha spiegato il presidente Franco Lombardi, secondo cui il valore di Hansenet non è inferiore a 1,5 miliardi, tenuto anche conto che nel 2008 la vendita della «meno profittevole» Alice France è stata effettuata sulla base di un enterprise value di 800 milioni. Infatti i conti della società tedesca sono positivi: il fatturato nel 2008 è stato di 1,2 miliardi, per un totale di oltre 2,3 milioni di clienti. Ma certo il problema di Telecom è quello di far scendere il debito che si aggira sui 34 miliardi di euro. Per questo all’orizzonte ci sono alcune cessioni. Quella di Hansenet potrebbe essere data giovedì in occasione del consiglio di amministrazione del gruppo italiano, convocato per l’approvazione dei conti trimestrali.
Su questo fronte gli analisti prevedono un calo del fatturato, soprattutto per la diminuzione del traffico mobile a causa della crisi economico-finanziaria, utile in ribasso più contenuto, debito stabile e, secondo la società, sotto controllo. Secondo il piano industriale, entro il 2011 dovrebbero infatti venir cedute attività per un totale di tre miliardi di euro. Oltre alla già citata Hansenet ci sarebbe anche quella di Ti Sparkle, della quale Telecom intende cedere il 49%. Nel suo complesso, la società che gestisce le infrastrutture per il «routing» internazionale per il traffico telefonico e dati dei clienti verrebbe valutata circa 1,4 miliardi di euro, un prezzo ritenuto troppo alto dagli operatori interessati, primo fra tutti, il fondo infrastrutturale F2i guidato da Vito Gamberale. Su Telecom pesano comunque altre incognite come quella del management. Non è un mistero infatti che uno dei principali azionisti vorrebbe cambiare l’ad Franco Bernabè. Che al momento però sembra destinato a restare al suo posto.