«Telefonini: da abolire lo scatto alla risposta»

Il presidente dell’Authority Calabrò: «Chiederemo di introdurre il provvedimento nel decreto Bersani»

da Milano

Gli utenti sui blog in rete ne parlano da tempo: via il costo dello scatto alla risposta dalle tariffe dei cellulari. Un’altra botta per i gestori di telefonia mobile che con l’abolizione dei costi di ricarica hanno già perso circa 1,6 miliardi di euro all’anno. Ma questa volta l’iniziativa parte dall’Authority. Ieri il presidente dell’Authority delle tlc Corrado Calabrò è partito all’attacco nel corso di «Tg2-10minuti» precisando che l’AgCom ha chiesto l’abolizione dello scatto alla risposta perchè anche su questo punto deve valere il principio del consumo effettivo. «Lo scatto alla risposta - ha spiegato Calabrò - costituisce un’ulteriore anomalia. Spesso capita che in assenza di campo o a causa di problemi legati al servizio, la linea cada. E quando l’utente richiama è costretto a pagare nuovamente lo scatto alla risposta».
Secondo il presidente dell’Agcom «ciò contraddice il principio secondo il quale è giusto pagare solo per il consumo effettivo. In tal senso - ha affermato Calabrò - abbiamo inviato una segnalazione al governo affinchè in sede di conversione del decreto Bersani si provveda anche su questo punto».
Intanto però non finiscono le schermaglie tra le associazioni dei consumatori e i gestori di telefonia mobile accusati da più parti di non aver ancora applicato il decreto Bersani che prevede l’abolizione dei costi di ricarica. È infatti successo che alcuni clienti abbiamo fatto ricariche con Wind e invece di vedersi accreditare l’intero importo richiesto si sono trovati a pagare ancora una volta il costo della ricarica. Il rapido intervento di Adusbef e Codacons ha obbligato Wind a una pronta replica. La società che fa capo al finanziere egiziano Naguib Sawiris ha infatti annunciato di essere pronta a rimborsare i clienti entro il 31 marzo, sotto forma di traffico telefonico. «Oggi - ha assicurato Wind - le ricariche per i cellulari saranno regolari».
Per quanto riguarda 3 Italia le denunce, hanno spiegato le associazioni dei consumatori, «attengono al fatto che i costi di ricarica cancellati vengono tramutati non in traffico normale bensì in altri servizi, oltretutto scelti dalla stessa 3 Italia. Anche su questa materia richiediamo l'immediata cessazione di tale sopruso, pena altrimenti iniziative di denuncia a tutto campo. Di tutto ciò abbiamo informato l'Authority e la Procura della Repubblica». Il gestore di terza generazione ha però ribadito di essere in regola «avendo abolito i costi di ricarica sin dal 2 marzo e che, a partire da tale data, il credito erogato al cliente è pari al 100% dell'importo corrisposto. Gli abbonati pertanto non devono tener conto dalle informazioni difformi riportate sulle ricariche che sono - secondo la società - relative ad offerte preesistenti».