Il telefonino? Fa venire l’ansia Ma soltanto quando è spento

E poi gli esperti dicono che il telefonino sempre acceso mette ansia. Quell’aspettare una chiamata, un messaggio, una mail. Quella lucetta che si accende, quando non è un bip, e annuncia chissà quali novità. Ma poi il telefonino un giorno si spegne e succede il finimondo. È successo - in realtà - questa settimana, i tre giorni che hanno cambiato il mondo di chi gira con un BlackBerry in tasca: milioni di persone nel mondo. Perché il BlackBerry, diciamolo, è bello e utile, perché quell’arrivare continuo di email che - secondo gli esperti - attizza l’ansia, è un compagno quotidiano della vita d’oggi. Però poi, appunto, lo smartphone va in tilt, e allora su internet si scatena la protesta e il dibattito: «Tre giorni sono davvero troppi... credo di essere schiava del mio BlackBerry, ma ne sento davvero la mancanza...», «Un black-out così non è sostenibile: mi sono saltati tutti gli affari», «Aiuto, non riesco a mandare i messaggi, non posso parlare con i miei amici». Però anche: «Sono sconvolto il Blackberry non va! Il mondo va allo sfascio e il supercellulare che costa uno stipendio non funziona, che disastro. I pensionati in Argentina chiedono l'elemosina all'angolo delle strade e tutto il mondo si preoccupa di questa ennesima cretinata. Ma andate a farvi benedire per piacere», «Non ne sento sento proprio la mancanza. Credo si tratti di una prima forma di schiavitù informatica», «Pazienza, ripareranno il guasto, per un po’ possiamo resistere...». Insomma, tre giorni di delirio informatico, con il fondatore della Rim Mike Lazaridis costretto perfino a un contrito videomessaggio per chiedere scusa agli utenti e il titolo in Borsa in crollo verticale. Tutto perché - dicono gli esperti - il telefonino mette ansia e il mondo gli va dietro. Poi, alla fine, però tutto torna a funzionare perfettamente, le mail si rimettono a bippare, i messaggi a ricollegare gli amici. I telefonini in pratica funzionano di nuovo, si accendono, e l’ansia sparisce. Gli esperti invece no.