Il «telefonista anonimo» ascoltato ancora dal Pm

«Riguardo a Emanuela Orlandi, per trovare la soluzione del caso, andate a vedere chi è sepolto nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare e del favore che Renatino fece al cardinal Poletti, all’epoca». Così un telefonista nel 2005 contattando «Chi l’ha visto?». Non più anonimo perché, stando ai risultati di una consulenza della procura, si tratterebbe di Carlo Alberto De Tomasi, anche se lui respinge l’accusa, sentito per la seconda volta dai magistrati che indagano sul rapimento della Orlandi, scomparsa in circostanze misteriose il 22 giugno 1983. Sempre secondo la consulenza fonica, il padre, Giuseppe, detto «Sergione», è ritenuto essere il sedicente «Mario» che contattò la famiglia Orlandi il 28 giugno 1983, circostanza sempre smentita. A rispondere alle domande del procuratore aggiunto Capaldo anche la moglie di Sergione, Anna Maria Rossi. Al centro delle audizioni i rapporti tra la famiglia De Tomasi e quella di Enrico De Pedis, detto «Renatino», uno dei boss dalla banda della Magliana, ritenuto dagli inquirenti la mente che organizzò e gestì il rapimento dell’allora 15enne cittadina vaticana. Rapporti che sarebbero sempre stati buoni fino alla morte di Renatino, avvenuta nell’ambito di un regolamento di conti il 2 febbraio 1990 a via del Pellegrino, vicino Campo de’Fiori. Fu Sergione a organizzare il rinfresco del matrimonio tra Renatino e Carla Di Giovanni al Jackie ’O. Carlo De Tomasi era amico di Marco, fratello minore di Enrico De Pedis: della loro comitiva faceva parte anche Sabrina Minardi, la supertestimone del caso Orlandi ed ex compagna di Renatino. Luciano, fratello maggiore di Renatino, rilevò il ristorante «San Michele», in precedenza gestito da Giuseppe De Tomasi. Furono i rapporti economici la causa della rottura dell’amicizia tra le 2 famiglie e la molla che avrebbe spinto Carlo De Tomasi a chiamare «Chi l’ha visto?». Tre le persone indagate per sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dalla morte dell’ostaggio e dalla minore età: Sergio Virtù, Angelo Cassani e Gianfranco Cerboni. Persone «vicine» a De Pedis.