Telefono Azzurro lancia l'allarme: bambini schiavi del lavoro domestico

«La crisi economica - denuncia il presidente Ernesto Caffo - determina un aumento della dispersione scolastica. Servono campagne mirate di prevenzione e maggiori controlli nelle aziende'»

Bambini costretti a lavorare in condizioni disumane, pericolose per il benessere fisico e psichico. Piccoli schiavi sfruttati dai grandi. Una vera e propria emergenza denunciata da Telefono Azzurro in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, che si celebra domani e che è dedicata quest'anno al lavoro domestico come causa dell'abbondano scolastico.
Ancora oggi, nel 2013, il lavoro minorile è una piaga che coinvolge bimbi e adolescenti in tutto il mondo, Italia compresa. Secondo le stime più recenti dell'International Labour Organization (ILO), dei 215 milioni piccoli coinvolti, 15,5 milioni sono impiegati in lavori di natura domestica, dentro e fuori casa, e si tratta per lo più di bambine.
I dati del 114 Emergenza Infanzia, gestito dai volontari svela che dal gennaio 2006 all'aprile 2013, su un totale di 11.876 casi il lavoro minorile ha riguardato il 6,4 per cento delle segnalazioni. La maggior parte riguardano situazioni di accattonaggio, che per le modalità e gli esiti concreti in molti casi rasentano una vera e propria schiavitù: si tratta per lo più di bambini di nazionalità straniera (63 per cento), maschi (circa 60 per cento), sotto i dieci anni di età (59,1 per cento) che vivono nel nord Italia (38 per cento), in particolare nel Nord-Est, cui nessuno provvede o che fin da piccoli sono costretti nelle strade per sostenere la famiglia. Alla base di questo fenomeno si nasconde disagio familiare e personale, trascuratezza e inadeguatezza genitoriale, problemi legati al percorso migratorio, disturbo fisico, abuso fisico e sessuale, abbandono scolastico.
Alle situazioni di accattonaggio seguono, con percentuali nettamente inferiori, situazioni di lavoro fuori casa e lavoro domestico. «La povertà aumenta il rischio che i bambini siano coinvolti nel lavoro - denuncia Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro -. La crisi economica, infatti, determina un aumento della dispersione scolastica e del lavoro minorile. Non dimentichiamo, poi, il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati: questi sono quelli più esposti ad un alto rischio di sottrazione da parte di adulti per sfruttamento lavorativo e della prostituzione».
Telefono Azzurro invita a rompere il muro del silenzio. In particolare, invita a segnalare ogni situazione di lavoro minorile al Servizio 114 - Emergenza Infanzia, gestito per conto del Ministero per le Pari Opportunità - con il duplice obiettivo di tutelare bambini e adolescenti e rendere tempestiva l'azione delle direzioni provinciali del lavoro, sulla base delle segnalazioni pervenute. «Date le gravi conseguenze che queste situazioni possono avere sulla crescita di un bambino - continua Caffo - è essenziale dare maggiore visibilità a questo fenomeno, troppo spesso sottovalutato, ricordando alle Istituzioni e a tutta la società civile le proprie responsabilità. Le azioni più urgenti riguardano il monitoraggio della dispersione scolastica e l'accesso all'istruzione, che deve essere garantito a tutti i bambini, italiani e stranieri. Ciò significa investire di più nella prevenzione di questi fenomeni, destinando maggiori risorse economiche. Dobbiamo però constatare come negli ultimi anni le risorse destinate all'infanzia siano calate».
In particolare i volontari sollecitano l'incremento dei controlli sulle imprese per facilitare l'emersione del sommerso, azioni mirate al contrasto delle forme di abbandono scolastico e la realizzazione di specifiche campagne informative rivolte ai bambini e al mondo della scuola.