Telefono muto da dodici giorni. Tutta colpa del temporale

Dodici giorni di silenzio. Dodici giorni senza poter chiamare o rispondere al telefono. Dodici giorni, per ora. Anche perché in alcune abitazioni di Albaro, come in altre zone sparse per la città non sono stati ancora ripristinati i danni provocati dal violento temporale del 29 novembre scorso e non si sa, a questo punto, quanto tempo occorrerà ancora perché la situazione torni alla normalità.
A denunciare l’incredibile disagio sono ad esempio alcuni residenti di via della Sirena, che in ogni modo hanno inutilmente tentato di farsi ripristinare la linea. «Mi sono subito preoccupato di segnalare l’inconveniente tramite il numero 187 di Telecom Italia, ricevendo una cortese risposta, che nel “giro di poche ore”, la situazione sarebbe ritornata nella norma - raccontava ieri Agostino Alfredo Cella - Purtroppo così non è stato: malgrado le sollecitazioni telefoniche quotidiane, siamo giunti all’undicesimo giorno, ma il telefono è rimasto muto, non solo, ma anche gli addetti a rispondere agli utenti del 187, hanno perso la cortesia e le risposte sono sempre più scortesi». Ovviamente per mettersi in contatto con Telecom i cittadini hanno fatto ricorso al cellulare. Ma temono che addirittura ormai i loro numeri vengano riconosciuti dagli operatori del call center che spesso replicano seccati. «Sono giunto a minacciare un esposto alla Procura della Repubblica, ma la risposta è stata quella di chi se ne frega della minaccia e così via - aggiunte Cella - Giunti a questo punto, non credo che si debba rimanere inerti e lasciare che la efficientissima Telecom possa fare i suoi comodi, lasciando agli utenti una sola risposta: “tanto vi sarà rimborsato parte dell’abbonamento”».
I residenti rimasti con la linea telefonica «muta» spiegano anche come purtroppo nella palazzina ci siano anche persone anziane, alcune malate e bisognose di un contatto con il mondo esterno. Situazioni che rendono se possibile ancora più urgente un intervento che dovrebbe essere normalmente sollecito.