Telematico: no di Ginestra ai fuorilegge

Filippo Grassia

Il regolamento del gioco telematico, in scadenza a fine anno, preoccupa Francesco Ginestra, presidente del Sindacato Snai, per la presenza di quei negozi che non si limitano a vendere le card e ad effettuare le ricariche, ma si trasformano in agenzie vere e proprie: «La legge vieta la transazione e l’intermediazione, ma non basta da sola come deterrente a un malcostume imperante. In alcuni punti compaiono persino dei cartelli che annunciano la prossima apertura di agenzie di scommesse. Il danno è gravissimo per i concessionari che perdono importanti volumi di raccolta e per l’erario che non incassa un centesimo da queste giocate. È opportuno allora che l’Aams promuova con urgenza un nuovo regolamento che non dia adito a comportamenti fuorvianti e garantisca boomakers, giocatori, fisco. Altrimenti ci ritroveremo in uno stato di anarchia. Nel frattempo bene fanno i Monopoli a emanare un provvedimento di chiusura nei confronti di un operatore che, con una interpretazione fin troppo ampia delle norme, ha esagerato proprio su questo tema».
A breve dovrebbe arrivare una card unica emanata proprio dai Monopoli...
«Ben venga questa card che, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe permettere al cliente di scegliersi l’operatore preferito e poi effettuare la scommessa su internet o in agenzia. In attesa di questo provvedimento, assolutamente ben visto da Snai, dobbiamo evitare la polverizzazione del gioco in negozi che dovrebbero essere deputati esclusivamente alla cessione della card ed eventualmente alla loro ricarica. Con i punti remoti questo pericolo sarebbe stato risibile. Ma la Finanziaria, sia pure con un testo poco chiaro, ha respinto questo provvedimento. E quindi si tratta di una strada non percorribile. Nel periodo di interregno dovrebbe essere possibile effettuare la ricarica in tutte le agenzie per agevolare il cliente, indipendentemente dal tipo di card che si trova in mano».
La strategia di Aams lascia prevedere un ampliamento a breve della rete...
«Gli investimenti saranno di grossa portata. E il bando, a quanto si sa, dovrebbe riguardare per questo motivo i grandi raggruppamenti piuttosto che i singoli concessionari. Mi auguro che la gara preveda l’apertura di agenzie dove non ne esistono. Se a Roma si aggiungono nuove sale alle 190 esistenti, il problema non si risolve, anzi lo si aggrava. Invece di cercare nuovi clienti e aumentare la raccolta, ci sarà concorrenza solo per accaparrarsi gli scommettitori già esistenti».
La Finanziaria ha bocciato i punti remoti al pari del tetto massimo di concessioni in capo a ciascun operatore. Come si comporterà Snai?
«La società porterà avanti il piano industriale avviato a suo tempo e poi rimasto in stand-by in attesa di conoscere gli intendimenti del legislatore. Adesso bisogna correre. Al momento penso che faranno capo a Snai 260 agenzie, fra cui tutte quelle dei gruppi storici, e 500 concessioni in totale. L’investimento sarà di poco inferiore ai 400 milioni. Se poi arriveranno altre disponibilità a vendere, andremo avanti su questa strategia. Chi ci lavora, continuerà a lavorarci in affidamento, dietro un aggio dell’8%».
Il palinsesto rimarrà rigido e piatto?
«Mi auguro che l’Aams dia la possibilità agli operatori di personalizzare le offerte, non solo le quote, per differenziarsi gli uni dagli altri. Noi siamo pronti, forse più di alcuni concorrenti, ma non vogliamo essere svantaggiati dal fatto che abbiamo già individuato nuovi filoni di scommessa, come quello sui marcatori delle partite di calcio, e anticipato il mercato».