La telemedicina è presente in 46 ospedali della Lombardia

La Lombardia nella telemedicina è all’avanguardia. Il sistema di controllo da remoto per i pazienti con dispositivi cardiaci impiantabili, è presente in 46 ospedali, per un totale di quasi 5mila pazienti seguiti. In tutta Italia i portatori di protesi cardiaca, seguiti e controllati con queste modalità, sono oltre 13mila. Il controllo ambulatoriale dei dispositivi cardiaci impiantabili (pacemaker, defibrillatori, resincronizzatori) presenta molti vantaggi per il paziente (costantemente monitorato da casa) e per gli ospedali (corrono le informazioni e non le persone; si riducono le visite inappropriate; si ottimizzano tempo e risorse) . É una realtà straordinaria. Confermata dai dati emersi da Evolvo, studio clinico (il primo in questo ambito randomizzato su due popolazioni), prosecuzione di un progetto pilota del 2006-2007. La sperimentazione, condotta nell’arco di 16 mesi tra il 2008 e il 2010, su 200 pazienti affetti da scompenso cardiaco e portatori di un defibrillatore cardiaco impiantabile, è stata finanziata dalla regione Lombardia, con la partnership di cinque fra le più importanti cardiologie del territorio lombardo (San Carlo Borromeo, Niguarda, Istituto Auxologico Italiano, Policlinico San Matteo di Pavia, Spedali civili di Brescia), del Politecnico di Milano, di Cefriel e di Medtronic Italia. I risultati emersi da Evolvo hanno contribuito, al dibattito sul controllo a distanza dei dispositivi impiantati. «L’analisi dei dati emersi ha dimostrato la validità del telemonitoraggio rispetto alla gestione tradizionale» spiega il coordinatore dello studio Maurizio Marzegalli, direttore del dipartimento di emergenza e accettazione presso l’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. «Si è vista una riduzione (22 per cento) delle visite ospedaliere e degli accessi al pronto soccorso urgenti per cause cardiache o relative al dispositivo. Ma il dato emerso, ancora più interessante, riguarda la diminuzione del tempo intercorso tra un evento clinico (come sintomi o condizioni di allarme del defibrillatore) e la valutazione da parte dell’operatore sanitario, da 25 giorni a circa un giorno. Così possiamo trattare il paziente con tempestività . Evidenze tangibili che si affiancano ad un miglioramento della qualità di vita, ad un risparmio annuo del 25 per cento per paziente. Presto in Lombardia si troverà anche una soluzione per la rimborsabilità».