Telemulte, altre 273 denunce

Pioggia di ricorsi: un operaio fotografato 4 volte in una notte

C’è la signora che, come in preda a una sindrome da contravvenzione, ha cambiato ufficio pur di non dover percorrere ogni mattina quella maledetta strada. O l’operaio che, in una sola notte, di multe ne ha prese quattro. Sempre lungo la Cassanese, sempre a Segrate. Dove, nei giorni scorsi, la Guardia di finanza ha sequestrato semafori e telecamere perché - è il sospetto - «truccati». Truccati, nemmeno a dirlo, a danno dei cittadini.
Storie vere, raccolte dall’avvocato Gian Clemente Benenti per conto della Federconsumatori. Storie di altre 273 vittime del «T-red» (vampirico sistema di rilevamento delle infrazioni del codice stradale), che si aggiungono alle altre 112 che già si sono rivolte nei giorni scorsi alla magistratura. Denunce che si sommano a denunce, episodi che dovranno essere vagliati dal pubblico ministero Alfredo Robledo, che indaga su presunti episodi di abuso d’ufficio, falso materiale e turbativa d’asta di cui sono accusati il comandante dei vigili di Segrate, il suo vice e i titolari di due società (la Scae e la CiTiesse) che con quelle telecamere avrebbero fatto affari d’oro. Un business, fatto coi soldi degli automobilisti.