A Telenord la lingua preferita è il genovese

«Zeneizi ghe né ancon?». Difficile a dirlo, anzi, secondo il conduttore televisivo Orlando Portento, vero esperto del settore, i genovesi doc, ormai, si contano sulla punta delle dita. Così per il secondo anno consecutivo, dopo il grande successo della passata stagione, Telenord e il suo editore Massimiliano Monti hanno deciso di puntare sulla trasmissione di cabaret che ieri mattina alle ore 10 ha battezzato la sua seconda puntata stagionale. Barzellette, poesie in dialetto e tanta musica. Perchè la formula di Portento funziona: «Lo scorso anno - spiega il conduttore - avevo invitato politici e personaggi di spicco. Il presidente della Regione Burlando aveva letto una poesia in genovese, ma a dire il vero la sua era stata un’eccezione. In molti rifiutano di partecipare ad una trasmissione in cui si parla esclusivamente in dialetto perchè il genovese è una lingua poco d’elite. E allora sono molti quelli che si vergognano». Pochi, invece, quelli che lo sanno parlare correttamente: «Io, e non è una novità, non sono nato in Liguria, ma so parlare meglio di molti altri che hanno le loro origini sotto la Lanterna». E Portento ha voluto ricreare, in un’ora di diretta, una piccola Genova: «Quest’anno ci saranno anche tre bambini dai 10 ai 13 anni che recitano poesie in dialetto, poi ci sarà spazio per le classiche barzellette. Nel frattempo ho avuto l’idea di introdurre anche l’angolo culinario. Una ricetta, esposta anche da un politico, tipica del luogo. Dalla torta pasqualina ai cuculli». Intanto però in pochi sembrano ricordarsi delle proprie radici: «Purtroppo - continua Orlando Portento - in tutta la Liguria sono soltanto due le ragazze che sanno cantare in genovese e poi basta vedere la trasmissione per capire che ci sono meridionali molto più appassionati al nostro dialetto rispetto a tanti genovesi».
Nel frattempo Portento ha anche deciso di svecchiare un po’ la trasmissione: «In effetti i miei ospiti, che avevano un’età media sui novant’anni adesso sono passati sotto la soglia dei settanta. Scherzi a parte, la sfida di quest’anno è proprio nel giorno e nell’ora della messa in onda visto che per me e per l’editore il sabato mattina è una sorta di scommessa che crediamo vincente. Del resto, anche se in orario diverso, l’anno scorso la trasmissione aveva ottenuto ottimi ascolti e quindi abbiamo deciso di puntare ancora su gran parte delle idee della precedente edizione».
Anche ieri Portento, con il consueto monologo di inizio puntata, non ha risparmiato nessuno: nel mirino ancora una volta le istituzioni, tra battute di spirito e canzonette. Poi un saluto alla trasmissione in onda dalle ore 11. Silvana Bonelli che conduce «Salute e Benessere» cerca ogni sabato di preparare una trasmissione soprattutto al femminile. Del resto dopo i viaggi nei caruggi tra farinate e panisse e dopo ricette buone e caloriche, un po’ di dieta e tranquillità non fa male a nessuno. Nemmeno a quei genovesi che disdegnano il loro dialetto ma che adorano i pansoti.